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Taranto

Il Tribunale di Milano dà ragione a un lavoratore tarantino: trasferimento riconosciuto

Ordinanza del giudice del lavoro che accoglie il ricorso sostenuto da Uil Poste. Poste Italiane condannata anche alle spese

Basilio Puglia e Giuseppe Manfuso

Basilio Puglia e Giuseppe Manfuso

TARANTO - Il diritto al trasferimento per assistere un familiare con handicap grave viene riconosciuto da una decisione del Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, che con ordinanza del 19 gennaio 2026 ha accolto il ricorso di un dipendente di Poste Italiane originario di Taranto. Il lavoratore, in servizio a Milano con il ruolo di Specialista Consulente Finanziario, aveva chiesto il trasferimento in Puglia per poter assistere la madre residente a Taranto, affetta da handicap grave e priva di coniuge convivente, ai sensi dell’articolo 33 della Legge 104 del 1992.

Secondo quanto ricostruito dal giudice, l’azienda aveva respinto la richiesta motivando il diniego con l’assenza di posti disponibili. Tuttavia, dagli atti è emersa la presenza di scoperture di organico in Puglia, in particolare nelle sedi di Bari e Lecce, oltre a movimenti di personale già avvenuti nella stessa area. Il Tribunale ha quindi rilevato che Poste Italiane non ha dimostrato l’impossibilità di assegnare il dipendente ad altre sedi pugliesi, né ha chiarito i criteri utilizzati per dare priorità ad altre domande di mobilità.

Soddisfazione viene espressa dal segretario regionale della UILPoste Puglia, Giuseppe Manfuso, che parla di una decisione capace di restituire centralità alla persona e ai diritti di chi presta assistenza a un familiare disabile. Secondo il sindacato, la Legge 104 non rappresenta una facoltà rimessa alla discrezionalità aziendale, ma un diritto pienamente esigibile, che non può essere sacrificato in nome di esigenze organizzative.

Sulla stessa linea il coordinatore territoriale UIL di Taranto Gennaro Oliva, che sottolinea come il risultato sia frutto di un lavoro costante sul territorio e rafforzi l’impegno sindacale nella tutela dei diritti dei lavoratori, soprattutto quando sono coinvolte situazioni familiari di particolare fragilità.

Il lavoratore interessato ha espresso sollievo per l’esito della vicenda, evidenziando come la decisione del Tribunale gli consenta finalmente di rientrare nella propria città e garantire alla madre l’assistenza quotidiana necessaria, ringraziando la UILPoste Puglia e il proprio legale per il sostegno ricevuto.

L’ordinanza, ottenuta grazie all’azione sindacale e alla difesa dell’avvocato Basilio Puglia, dispone anche la condanna di Poste Italiane al pagamento delle spese di lite, quantificate in 4.524 euro. Per UILPoste Puglia, il provvedimento rappresenta un precedente significativo, ribadendo che il diritto all’assistenza familiare previsto dalla Legge 104 deve essere concretamente garantito e non eluso da decisioni unilaterali nella gestione del personale.

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