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Bari

Al via il progetto di “sanità partecipata” della Asl Bari. Le foto

Dieci volontari a supporto nelle farmacie territoriali per migliorare accoglienza e orientamento dei cittadini

BARI - Un’ex vigilessa, una farmacista in pensione e un ex soccorritore del 118: sono queste alcune delle storie che animano i primi dieci volontari pronti a scendere in campo per supportare le farmacie territoriali della ASL di Bari. A partire dal 2 gennaio, queste figure saranno operative per potenziare l’accoglienza, facilitare i percorsi dei cittadini e orientare l’utenza nelle diverse strutture sanitarie.

I volontari hanno aderito alla manifestazione d’interesse promossa dalla ASL, che per la prima volta introduce un progetto di sanità partecipata: un modello innovativo che mira a migliorare i servizi di assistenza coinvolgendo i cittadini stessi.

Un incontro storico per la ASL Bari

Questa mattina, nella sede dell’ex CTO, il direttore generale facente funzioni Luigi Fruscio, insieme alla direttrice del Dipartimento Farmaceutico Stefania Antonacci, ha incontrato i primi dieci volontari per avviare ufficialmente questa nuova attività gratuita.

“È una giornata storica per la ASL di Bari”, ha dichiarato il direttore Fruscio. “Questo modello di collaborazione con i cittadini non ha precedenti e rappresenta un unicum a livello nazionale. Presto, tutti coloro che ne avranno bisogno potranno contare su figure dedicate che faciliteranno l’accesso e il percorso degli utenti non solo nelle farmacie, ma anche in altre strutture aziendali”.

Le sedi coinvolte

Per ora, i volontari opereranno nelle farmacie territoriali situate nei comuni dell’area metropolitana di Bari, tra cui:

  • Monopoli
  • Altamura
  • Bitonto
  • Molfetta
  • Grumo
  • Putignano
  • Ruvo di Puglia
  • Gioia del Colle

Un progetto all’insegna della sinergia

Il progetto rappresenta una prima declinazione concreta del coinvolgimento dei cittadini nel sistema sanitario. L’obiettivo è creare una collaborazione virtuosa che consenta di migliorare l’orientamento e l’accessibilità ai servizi, mettendo a disposizione competenze ed esperienze diverse, da singoli individui o da organizzazioni di volontariato.

“È un esempio di sinergia unica tra cittadini e sanità”, ha concluso Fruscio, sottolineando come questa iniziativa possa diventare un modello per altre realtà.

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