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Taranto

Operaio morto nell’ex Ilva, il luogo della tragedia. Il video

Il fondatore di VeraLeaks Luciano Manna rilancia i filmati sull’agglomerato e annuncia un nuovo esposto mercoledì 4 marzo: “Vogliamo giustizia e sicurezza per gli operai”

TARANTO - Dopo l’incidente mortale che ieri è costato la vita a Loris Costantino all’interno dell’area dell’ex Ilva, interviene con una nota l’ambientalista Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che ha documentato con un video il luogo in cui si è verificata la tragedia.

Nel comunicato, Manna descrive l’agglomerato dell’ex Ilva Acciaierie d’Italia come un’area caratterizzata da impianti in condizioni di forte degrado, con dispersione di materiali, compresi quelli inquinanti contenenti diossina già trattati in agglomerato. Secondo quanto riferito, Costantino era impegnato nelle attività di pulizia in quella zona, definita dall’ambientalista un ambiente segnato da ferraglia e polveri.

Il fondatore di VeraLeaks sostiene inoltre che i filmati realizzati tra il 2021 e il 2022, e anche successivamente, siano stati depositati in Procura attraverso denunce penali presentate nel 2023 e nel 2024. Da qui l’interrogativo sull’assenza di provvedimenti a fronte delle condizioni documentate. Nel mirino anche l’operato dello Spesal, l’organo della Asl competente in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, al quale Manna contesta di non aver disposto il fermo degli impianti nonostante lo stato in cui verserebbero.

Nel comunicato si fa riferimento anche all’attività dei delegati USB, che negli stessi anni avrebbero presentato esposti in Procura sulle medesime criticità, allegando gli stessi video relativi all’agglomerato. Manna rivendica la necessità di attenersi ai fatti e di raccontare integralmente quanto accaduto.

L’ambientalista annuncia infine che mercoledì 4 marzo tornerà in Procura. Oltre a segnalare presunte emissioni anomale provenienti dagli impianti Afo2 e Afo4 nel mese di febbraio, riporterà all’attenzione degli inquirenti i video già consegnati in precedenza. L’invito rivolto alla cittadinanza è a partecipare in silenzio, nel rispetto del lutto che ha colpito la comunità.

Il comunicato si chiude con un appello alla giustizia, alla tutela della dignità dei lavoratori e con la richiesta di chiusura dello stabilimento.

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