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Le Cesine, mareggiate sfondano il cordone dunale. Allarme per la Palude Pantano Grande. Il video

Due tracimazioni lungo la costa della Riserva Wwf dopo le ultime mareggiate. Comune di Vernole e Oasi chiedono interventi urgenti e collaborazione con Regione, Arpa e forze dell’ordine ambientali

VERNOLE – Le intense mareggiate delle ultime ore hanno provocato due tracimazioni del cordone dunale lungo il tratto costiero della Riserva Naturale Oasi WWF Le Cesine. L’allarme arriva dall’Amministrazione comunale di Vernole e dalla stessa Riserva, che parlano di una situazione di forte preoccupazione dopo un sopralluogo congiunto effettuato nelle aree interessate.

Le criticità si sono verificate in corrispondenza di due varchi naturali già sottoposti a monitoraggio. Qui l’azione combinata del vento e del moto ondoso dal lato mare, unita alle abbondanti precipitazioni che hanno innalzato il livello delle acque interne della palude costiera, ha determinato lo sfondamento della linea dunale e la conseguente fuoriuscita delle acque salmastre del Pantano Grande.

Si tratta di un fenomeno che rientra nella naturale evoluzione dell’habitat della palude costiera, ma che modifica in modo significativo il delicato equilibrio che consente a una ricca biodiversità vegetale e animale di popolare l’area. La Palude Pantano Grande rappresenta infatti un ecosistema di straordinario valore ambientale, la cui stabilità dipende da condizioni morfologiche e idrologiche particolarmente sensibili.

A rendere il quadro ancora più complesso è la condizione del tratto di costa, interessato a ogni mareggiata dallo spiaggiamento di rifiuti di varia natura, in alcuni casi di dimensioni rilevanti e potenzialmente pericolosi. Nonostante le attività di sensibilizzazione e le giornate di pulizia promosse con il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e cittadini, la situazione attuale viene definita dagli enti come meritevole di attenzione eccezionale.

Il Comune di Vernole e la Riserva auspicano una collaborazione operativa con Regione Puglia, Arpa Puglia, Carabinieri Forestali e Guardia Costiera per avviare azioni coordinate di prevenzione e monitoraggio continuo, progettare e realizzare interventi di salvaguardia per evitare il ripetersi di episodi analoghi, procedere con la rimozione immediata dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area, oltre a verificare eventuali fonti di provenienza dei materiali spiaggiati.

La tutela dell’Oasi WWF Le Cesine, riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale, viene indicata come un dovere collettivo. Ogni ritardo negli interventi potrebbe aggravare un danno ambientale già significativo.

Attualmente le aree interessate sono sotto osservazione da parte dei tecnici comunali, dello staff WWF e dei Carabinieri Forestali. Non si segnalano danni a persone, ma l’episodio conferma la fragilità del sistema dunale e la necessità di proseguire con interventi di tutela e ripristino. È in corso un monitoraggio costante dell’evoluzione morfologica delle dune, accompagnato da rilievi tecnici finalizzati a valutare eventuali opere di consolidamento.

Marco Galaverni, direttore Oasi WWF Italia, sottolinea che la tracimazione del cordone dunale testimonia la crescente vulnerabilità delle coste ai cambiamenti climatici e agli eventi meteomarini estremi. L’impegno, assicura, sarà quello di continuare a proteggere questo ecosistema e sensibilizzare la comunità sull’importanza della sua conservazione.

L’area sarà inoltre interessata da azioni di ripristino e salvaguardia degli habitat marini e costieri nell’ambito del progetto RE.MA.RE, promosso e coordinato da WWF Mediterraneo e Italia. Il programma coinvolgerà l’Oasi WWF Le Cesine, il Comune di Vernole, il Comune di Lecce, l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto e il Parco Regionale delle Dune Costiere, insieme a enti di ricerca scientifica e alle comunità locali, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema costiero e garantire la protezione di uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Salento e della Puglia.

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