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Il fatto
09 Gennaio 2026 - 16:11
BARI - Arrivano segnali positivi dal tavolo di crisi dedicato alla vertenza Natuzzi, convocato dalla task force regionale Occupazione per chiedere all’azienda una revisione del piano industriale illustrato lo scorso dicembre a Roma. L’incontro si è svolto oggi alla presenza del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del presidente della task force Leo Caroli, delle principali organizzazioni sindacali, del sindaco di Santeramo Vincenzo Casone e di Giampietro Castano, in rappresentanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’azienda, rappresentata dal fondatore Pasquale Natuzzi, dal direttore Enzo De Fusco e dai vertici delle risorse umane, ha manifestato la disponibilità a rimettere mano al progetto industriale, aprendo alla possibilità di nuovi investimenti produttivi per rendere sostenibili le attività, anche attraverso il supporto delle politiche attive del lavoro e degli strumenti di sviluppo messi in campo dalla Regione Puglia.
Nel corso del confronto, Decaro ha ribadito il valore strategico della vertenza. Sanità e lavoro, ha sottolineato, rappresentano assi portanti del suo mandato. La crisi Natuzzi, secondo il presidente, non riguarda soltanto un’azienda, ma una parte rilevante della storia economica e sociale del territorio, costruita nel tempo da lavoratrici, lavoratori e da un’imprenditoria capace di portare il nome della Puglia sui mercati internazionali. L’obiettivo dichiarato è evitare esiti drammatici e lavorare affinché questa esperienza industriale possa continuare, con il contributo concreto della Regione, delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali, per tenere insieme responsabilità, occupazione e prospettive future.
Soddisfazione è stata espressa anche da Leo Caroli, che ha parlato di elementi di rilievo positivo emersi dal tavolo. L’azienda ha infatti confermato la volontà di riprendere un confronto di merito con i sindacati, valutando la possibilità di scongiurare la chiusura dei due stabilimenti e riaffermando l’obiettivo degli esuberi zero, con eventuali uscite previste esclusivamente su base volontaria. È emersa inoltre un’apertura alla costruzione di un progetto di rilancio sostenibile, con una chiara impronta industriale e basato su investimenti da definire all’interno di un percorso condiviso.
La Regione ha annunciato l’avvio, già dalla prossima settimana, di tavoli tecnici con Arpal, Sezione Lavoro e Dipartimento Sviluppo economico, per entrare nel dettaglio degli investimenti e definire in tempi rapidi gli elementi di un nuovo piano industriale da riportare al centro del confronto sindacale. In parallelo, è stata accolta positivamente la disponibilità dell’azienda a riattivare le relazioni industriali, a partire dal dialogo sulle politiche di incentivazione all’esodo volontario, come segnale concreto di riapertura del confronto.
Tutti i soggetti coinvolti, azienda, sindacati e istituzioni, hanno condiviso la necessità di evitare contrapposizioni e di lavorare a una mediazione responsabile, capace di creare le condizioni per un rilancio credibile e duraturo. Dopo la fase tecnica, è previsto un nuovo incontro in Regione, che precederà il confronto già fissato al 4 febbraio 2026 presso il Mimit, come confermato da Giampietro Castano.
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