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La storia

Rebecca, talento tarantino nel calcio femminile

Lo sport e la vita: Rebecca De Lisi, la Cryos e una crescita umana e sportiva

Rebecca De Lisi

Rebecca De Lisi

Il calcio - si sa - è lo sport nazionale, ognuno ha nel cuore una squadra da incoraggiare; quando la squadra di calcio è femminile e le protagoniste bravissime tutto sembra acquisire un valore aggiunto.

La realtà tarantina del calcio femminile passa da una importante scuola locale capace di forgiare talenti e creare sportivi impegnati nella crescita e nella maturazione agonistica; si tratta della Giovani Cryos. Rebecca De Lisi è il nome che sembra meglio rappresentare i dettami più nobili che ogni scuola spera di veder poi realizzati sui campi di gara dai propri allievi.

Una tarantina, Rebecca, maturata nel gioco e nell'attitudine negli anni addietro presso altre realtà societarie tarantine, ma che da quest'anno, sembra avert trovato la giusta base di partenza per migliorarsi e sprigionare tutto il suo talento.

Capacità di gioco, palleggio esemplare e visione della partita sin dai primi minuti di gara, la rendono un riferimento per le compagne di gioco che, partecipi della sua attitudine al gol e al fraseggio in campo, ne esaltano qualità e predisposizione alla rete.

La bravura dei singoli non può prescindere però dal valore di squadra e il significato che ne deriva; una citazione importante ne riassume il nobile intento ed il profondo significato: "se devi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere la legna e distribuire compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare infinito".  Queste parole dello scrittore francese Antoine De Saint Exupery devono proporsi da insegnamento per ognuno; ogni singolo giocatore deve sentirsi "gruppo" unito e votato al raggiungimento del risultato.

L'allenatore, il tecnico in generale, conosce bene la valenza di queste parole che se amalgamate al gruppo ne rafforza capacità e rispetto. Rebecca sembra, proprio per questo, perfettamente in sintonia con le sue compagne di gioco e ad ogni partita rafforza questa capacita agonistica che passa prima di tutto dal rispetto dell'avversario e poi per il risultato che deve rappresentare il fine ultimo.

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