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SPECIALE Eventi
21 Febbraio 2026 - 06:51
Dietro il boom degli eventi in Puglia cresce una nuova filiera economica
Il silenzio di una masseria poco prima del tramonto dura pochi minuti. L’aria odora di erba tagliata e pietra calda, le sedie sono ancora vuote, i bicchieri allineati riflettono la luce obliqua che arriva dagli ulivi. Qualcuno sistema un nastro color avorio, altri misurano le distanze tra i tavoli, un tecnico controlla i cavi nascosti dietro una siepe. Non c’è musica, non c’è pubblico, eppure l’evento è già iniziato da settimane. Il matrimonio esiste prima di accadere.
Qui si muove una figura professionale diventata simbolo di un cambiamento economico e culturale della Puglia, quella del wedding planner. Un mestiere spesso percepito come decorativo, ma che in realtà racconta una trasformazione più profonda fatta di turismo internazionale, nuove imprese creative e professionalità specializzate.
Rosangela Avantario, imprenditrice e responsabile della Avantario Events, sintetizza così il cuore di questa attività: “Organizzare eventi non significa soltanto allestire uno spazio o curare un dettaglio estetico. Significa trasformare un’idea in un’esperienza concreta, capace di emozionare e di lasciare un segno”.
Dietro la coreografia delle cerimonie pugliesi si muove infatti una filiera economica complessa, composta da florovivaisti, artigiani, lighting designer, fotografi, catering, musicisti, grafici e tecnici della sicurezza. Il giorno dell’evento rappresenta soltanto l’ultimo atto di un lavoro lungo, fatto di sopralluoghi e coordinamento.
“Ogni progetto nasce da una visione. Prima ancora dei materiali e delle scenografie, c’è un’intenzione: raccontare una storia, celebrare un momento, valorizzare un luogo o una comunità. L’organizzazione è un lavoro silenzioso che inizia molto prima del giorno dell’evento e che richiede studio, pianificazione e una grande capacità di coordinamento”.

Negli ultimi 20 anni la Puglia è passata da destinazione marginale per cerimonie familiari a meta internazionale per matrimoni e celebrazioni private. Il cambiamento è iniziato lentamente tra la fine degli Anni ‘90 e i primi Anni 2000, quando alcune masserie dell’entroterra barese e brindisino hanno iniziato a ospitare ricevimenti per coppie straniere attratte dall’autenticità rurale. Oggi la regione è uno dei poli italiani del cosiddetto destination wedding, con presenze provenienti da Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.
Questa crescita ha prodotto un nuovo tipo di imprenditoria locale. Non più soltanto ristorazione e accoglienza, ma progettazione. La differenza sta nella capacità di trasformare il territorio in racconto. Castelli federiciani, trulli, cattedrali romaniche e uliveti secolari diventano scenografie narrative. Non più sfondo ma contenuto.
“Dietro poche ore di luce e bellezza – racconta Rosangela Avantario - si nascondono settimane di lavoro: sopralluoghi, scelte tecniche, gestione dei fornitori, attenzione al budget, rispetto delle normative. È una professione che comporta responsabilità e pressione, perché un evento ha una data precisa e non concede seconde prove. Ogni dettaglio deve essere pensato, previsto, armonizzato”.
Il settore degli eventi ha inciso anche sul tessuto sociale. Nei piccoli centri dell’entroterra, spesso colpiti da spopolamento e riduzione delle attività tradizionali, si sono sviluppate nuove opportunità occupazionali. Giovani laureati in comunicazione, architettura e design hanno trovato spazio in una professione che unisce creatività e organizzazione. In molti casi si tratta di un’alternativa concreta all’emigrazione.
A Canosa di Puglia, città di storia millenaria segnata dalla presenza dauna e romana, il lavoro sugli eventi ha contribuito a rimettere in circolo competenze locali. Artigiani del ferro battuto, laboratori tessili e produttori di ceramica hanno trovato nuovi mercati grazie alla richiesta di personalizzazione. Non souvenir ma elementi di scena.

“Ma accanto alle difficoltà c’è una soddisfazione profonda: vedere uno spazio trasformarsi, assistere alla nascita di un’atmosfera, percepire l’emozione negli sguardi di chi partecipa. È in quel momento che il lavoro invisibile diventa esperienza condivisa”.
Il fenomeno riflette un’evoluzione culturale. Se fino a pochi anni fa bastava la bellezza naturale del paesaggio, oggi il mercato richiede progettualità. La Puglia non è più soltanto luogo suggestivo ma prodotto organizzato. Cambiano le aspettative e cresce la professionalizzazione.
“In Puglia, questo settore vive una fase di grande evoluzione. La bellezza del territorio rappresenta una risorsa straordinaria, ma oggi non basta più il contesto suggestivo: cresce la richiesta di progettualità, personalizzazione e qualità. Il mercato è più consapevole, più esigente, e richiede professionalità capaci di coniugare creatività e organizzazione”.
In questo scenario la figura del wedding planner diventa anche mediatore culturale. Traduce desideri internazionali in linguaggio locale e viceversa. Spiega rituali, interpreta simboli, adatta tradizioni. Un matrimonio diventa così racconto del territorio, capace di promuoverlo più di qualsiasi campagna pubblicitaria.
Il settore degli eventi rappresenta quindi una forma contemporanea di economia culturale. Non industria pesante, non turismo mordi e fuggi, ma produzione di esperienze. Il valore economico nasce dal tempo dedicato alla progettazione e dalla capacità di trasformare identità in servizio.
“Organizzare eventi, in fondo, è questo: dare forma alle emozioni, con rigore e sensibilità. È un mestiere fatto di responsabilità e passione, di visione e concretezza. Un lavoro che unisce estetica e strategia, e che trova la sua vera ricompensa quando un’idea diventa realtà e resta nella memoria di chi l’ha vissuta”.
Quando la musica inizia e gli invitati entrano, nessuno pensa alle settimane precedenti. Il lavoro è già scomparso, sostituito dall’atmosfera. È proprio questa invisibilità oggi a raccontare una nuova economia pugliese fondata sulla progettazione delle emozioni. Un settore che cresce lontano dai riflettori, ma che ridisegna lentamente il modo in cui il territorio si presenta al mondo.
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