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Rider: Guerra, 'noi pronti a confronto, e governo?'

Roma, 25 feb. (Adnkronos) - "Dopo il caso Glovo, il caso Deliveroo: un’altra società di consegne di cibo a domicilio messa sotto controllo giudiziario dalla procura di Milano. Le accuse, molto gravi, sono purtroppo sempre le stesse: lavoratori sfruttati, senza tutele, con retribuzioni al di sotto di quanto richiesto dai contratti collettivi, e soprattutto non proporzionate alla quantità e qualità del lavoro svolto, come richiederebbe invece l’articolo 36 della Costituzione". Così Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale Pd.

"Una nuova e diffusa forma di caporalato digitale in cui il lavoratore, formalmente autonomo e quindi senza le garanzie riconosciute ai lavoratori dipendenti, è in realtà alle dipendenze di un algoritmo che determina la quantità del suo lavoro, gli orari, e conseguentemente la sua paga".

"La ministra Calderone, oggi in aula ha detto che sta lavorando alla attuazione della direttiva europea relativa ai lavoratori delle piattaforme, fra cui in primo luogo i rider. Ebbene ministra vorremmo che questo lavoro fosse svolto in un confronto trasparente con le parti sociali e nel discorso pubblico, perché queste forme di para-schiavismo devono essere fermate. Contrastando un uso spesso discriminatorio e invasivo delle tecnologie, riconoscendo che il rapporto di dipendenza assume nelle piattaforme caratteristiche diverse da quelle tradizionali e richiede allora un affinamento degli strumenti di tutela, favorendo la rappresentanza sindacale dei lavoratori coinvolti, valorizzando in giudizio i verbali degli ispettori. Ministra noi siamo pronti al confronto, e lei lo è?".

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