Cerca

Cerca

L'intervento di Liviano

Il bilancio consolidato e i dubbi sul termovalorizzatore dell’Amiu

«Valutato quasi 42milioni di euro ma inutilizzato da 10 anni»

L'inceneritore dell'impianto Pasquinelli

L'inceneritore dell'impianto Pasquinelli (foto d'archivio)

Nei prossimi giorni il Consiglio comunale di Taranto voterà il bilancio Consolidato.

Il bilancio consolidato di un ente locale ha lo scopo di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall’Ente anche attraverso le sue società partecipate. Com’è noto tra le società partecipate del Comune di Taranto c’è anche la Kyma Ambiente, meglio nota per i tarantini come Amiu.

Nel bilancio dell’Amiu, che com’è a tutti noto presenta da tempo numerose incongruenze e forti di indici di indebitamente e di scarsissima liquidità, gioca un ruolo importante il termovalorizzatore  che è presente nell’attivo del bilancio ed è valutato per un importo di euro 41.810.000.

Non sfugge a nessuno che avere in bilancio un cespite di quell’importo aumenta sensibilmente il valore dell’attivo e incide fortemente sull’esito del bilancio stesso. Se nel bilancio non ci fosse il termovalorizzatore l’Amiu avrebbe nell’attivo euro 41.800.000 in meno e questo provocherebbe evidentemente una situazione di fortissimo deficit per l’azienda.

Vero è pero’ che, nonostante la presenza fissa del termovalorizzatore in bilancio (e quindi dell’importo di euro 41.800.000 euro tra le attività) nel 2022 l’Amiu ha comunque registrato una perdita di euro 3.431.000 euro circa e nel  2023 un utile di circa 300.000 euro.

Ma la quotazione del termovalorizzatore in bilancio risponde ai criteri di verità e di correttezza?  E’ vero il bilancio dell’Amiu (e quindi come conseguenza il bilancio consolidato del comune)?

Sinceramente mi pare lecito nutrire dei dubbi in merito. Il termovalorizzatore di Taranto infatti è inutilizzato dall’anno 2013 a causa di problemi tecnici legati anche alla copertura del piazzale delle scorie e non è ancora ripartito. Dal 2014 sono stati ugualmente interrotti gli ammortamenti relativi all’impianto.   Praticamente il bilancio dell’amiu gode per intero nell’attivo della presenza del termovalorizzatore, cioè di un cespite non utilizzato da oltre dieci anni, senza  pero’ alcuna ripartizione per quota parte di costo nelle passività. Sarebbe praticamente come affermare che il termovalorizzatore in dieci anni di inutilizzo non ha subito alcuna decurtazione di valore. Il che evidentemente è difficile da credersi.

D’altra parte il termovalorizzatore è privo di Aia  (Autorizzazione Integrata Ambientale) che è scaduta nell’anno 2022 e non ancora rinnovata dalla Regione Puglia (nonostante una richiesta di rinnovo da parte di Amiu alla Regione Puglia datata 16/07/2021).  Nel Piano Regionale dei Rifiuti del 2022 la Regione Puglia  ha  ritenuto che il termovalorizzatore di Taranto potrà essere utilizzato a patto di un adeguamento alle Bat di settore (cioè alle migliori tecnologie esistenti). Nel Piano Regionale Precedente (2017) la Regione aveva invece ritenuto estraneo al Piano Gestionale dei Rifiuti Urbani il termovalorizzatore di Taranto e quindi inutilizzabile.

Sono trascorsi dodici anni dalla concessione dell’Aia. Dieci anni da quando il termovalorizzatore è inutilizzato,  sette anni dal diniego alla possibilità del piano regionale dei rifiuti, cinque anni dal ricorso fatto da Amiu al Presidente della Repubblica avverso la decisione di diniego della Regione Puglia, tre anni dalla richiesta del rinnovo dell’Aia, due anni dalla possibilità di utilizzo sancita dal nuovo piano regionale dei rifiuti a patto che si utilizzino le migliori bat, ma in questi anni non è successo nulla. Il termovalorizzatore non ha  subito nessun intervento migliorativo. Il revamping (cioè l’adeguamento alle migliori bat di settore) piu’ volte annunciato dai consigli di amministrazione dell’Amiu e richiesto come condizione indispensabile per l’utilizzo del termovalorizzatore, non è mai stato realizzato.

Ci chiediamo: Si puo’ mettere in moto oggi il termovalorizzatore? La risposta ovviamente è no. E allora se cosi’ è, è contabilmente corretto e veritiero e prudente, continuare a conservare in bilancio il valore contabile cosi’ com’era nel 2013 (euro 41.810.00 euro).  Oppure è un’evidente forzatura contabile?

Ci chiediamo ancora quanto tempo ci impiega la Regione Puglia per fornire una risposta alla domanda di Aia presentata da Amiu nel 2021? Il tempo previsto sarebbe 150 giorni al netto di sospensioni. Sono trascorsi oltre tre anni. Non è che forse la Regione Puglia conoscendo il problema di bilancio di Amiu non si esprime (se si esprimesse dovrebbe negare l’Aia perché non è stato effettuato il revamping con adeguamento alle migliori bat), per evitare di creare un disastro nel bilancio di Amiu che si regge proprio grazie al valore dato tra le attività al cespite del termovalorizzatore?

E’ votabile un bilancio consolidato con questi presupposti? Quando il Comune di Taranto potrà fare un’operazione verità sul bilancio dell’Amiu ? E’ lecito chiedere che si apra una nuova fase di amministrazione trasparente e di apertura al confronto con un tavolo aperto al consiglio comunale, ai sindacati e ovviamente ad Amiu per scelte condivise sul futuro dell’azienda Nel frattempo è giunta ad Amiu una proposta di Partenariato pubblico privato  da parte di una società disponibile a cogestire il termovalorizzatore e a rimetterlo in funzione, ma non sono noti i termini dell’offerta e per conoscerli non è bastata una richiesta di accesso agli atti da me presentata nei giorni scorsi.

Gianni Liviano - consigliere comunale (Demos)

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori