TARANTO – Una giornata destinata a restare nella storia accademica e sanitaria del territorio. Questa mattina, nella sede ionica dell’Università degli Studi di Bari, si è tenuta la prima sessione di laurea del corso di Medicina e Chirurgia, avviato nel 2020 negli spazi dell’ex Banca d’Italia, oggi denominati “Banca dei Saperi”.
A conseguire per primi il titolo sono stati Francesca Paola Cannella e Giuliano Cianciaruso, che hanno discusso le rispettive tesi in ambito pediatrico e psichiatrico, al termine di un percorso interamente svolto nel capoluogo ionico. Un momento carico di emozione, vissuto alla presenza delle famiglie e dei docenti, in un luogo che 6 anni fa li aveva accolti come pionieri insieme ai loro compagni di corso.
Alla seduta hanno preso parte numerose autorità accademiche e istituzionali. Presenti il rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti, il presidente della Scuola di Medicina di Taranto Alessandro Dell’Erba, il coordinatore del corso Michele De Fazio e il professor Loreto Gesualdo, tra i principali promotori della nascita della sede ionica insieme all’Asl Taranto e al Comune. Proprio Gesualdo ha richiamato con commozione le fasi iniziali di un progetto che, da idea, è diventato una realtà consolidata.
A sottolineare l’importanza del traguardo anche la presidente dell’Ordine dei Medici, Marialetizia Marra, che ha evidenziato come, alla luce delle recenti riforme, il titolo conseguito consenta ai neolaureati di esercitare immediatamente la professione, aprendo loro le porte del mondo del lavoro.
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Parole di riconoscimento sono arrivate anche dal commissario straordinario dell’Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco, che ha espresso gratitudine ai due giovani medici per aver creduto fin dall’inizio in un percorso formativo allora ancora in fase di avvio. Colacicco ha rimarcato il valore del loro contributo nella costruzione di un progetto ritenuto strategico per il territorio, ringraziando al contempo le famiglie e tutte le istituzioni coinvolte nella realizzazione del corso.
Il risultato raggiunto, è stato sottolineato, si inserisce in una più ampia prospettiva di sviluppo del sistema sanitario locale, che guarda al futuro anche attraverso il nuovo ospedale San Cataldo, destinato a diventare non solo struttura di cura ma anche centro di formazione e innovazione al servizio della comunità.