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Taranto

Ospedale San Cataldo, Perrini incalza Regione e Asl: “Servono tempi certi e chiarezza”

Richiesta audizione in Commissione per fare luce su lavori, personale e trasferimento dei servizi. Nel mirino anche il futuro del SS. Annunziata

Visita tecnica degli ingegneri tarantini all’interno del nuovo ospedale San Cataldo

Una visita tecnica all’interno del nuovo ospedale San Cataldo - archivio

TARANTO - La piena operatività del nuovo ospedale San Cataldo torna al centro del confronto politico regionale. Il vicepresidente del Consiglio e consigliere di Fratelli d’Italia Renato Perrini sollecita Regione e azienda sanitaria a fornire risposte puntuali sullo stato dell’opera e sull’organizzazione dei servizi.

Secondo Perrini, la fase di attivazione della nuova struttura non può restare avvolta nell’incertezza. “L’avvio del nuovo ospedale non può continuare a essere un’incognita per i cittadini”, afferma, annunciando di aver chiesto con urgenza una audizione congiunta nelle Commissioni Sanità e Bilancio, già formalizzata nel mese di febbraio, per chiarire tempi e modalità di apertura.

L’esponente politico chiede un quadro preciso e verificabile. “È indispensabile un cronoprogramma chiaro e trasparente”, sottolinea, indicando la necessità che intervengano il presidente della Regione Antonio Decaro, l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, i vertici dell’Asl Taranto e il responsabile unico del procedimento Paolo Moschettini.

Tra i punti su cui vengono richiesti chiarimenti figurano il piano di trasferimento delle attività sanitarie e la reale disponibilità di personale necessario per rendere il presidio pienamente operativo, sia sul fronte medico che su quello tecnico e amministrativo. Attenzione anche agli aspetti logistici, con riferimento al progetto di fattibilità per il nuovo ingresso dell’ospedale, ritenuto un elemento essenziale per garantire l’accessibilità della struttura.

Nel suo intervento, Perrini richiama inoltre il tema del futuro dell’Ospedale SS. Annunziata, sottolineando come l’apertura del San Cataldo non debba tradursi in un ridimensionamento della storica struttura cittadina. “L’entrata in funzione del nuovo ospedale non deve diventare un’occasione di abbandono per il presidio esistente”, evidenzia, proponendo una possibile riconversione che includa servizi per anziani e soggetti fragili, oltre alla riorganizzazione degli uffici sanitari in un’ottica di riqualificazione urbana.

Il consigliere conclude ribadendo l’urgenza di risposte concrete. “Non possiamo permetterci ulteriori attese né zone d’ombra sull’organizzazione dei servizi e sul trasferimento delle attività e del personale”, afferma, richiamando l’attenzione sulla necessità di una sanità in grado di rispondere alle esigenze del territorio.

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