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Bari
19 Aprile 2026 - 06:37
Natuzzi
BARI - La crisi del comparto del mobile imbottito torna al centro dell’attenzione istituzionale, con la Regione che prova a riaprire il confronto tra azienda e sindacati. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio ha annunciato la convocazione di una riunione interregionale del distretto, organizzata in accordo con la Regione Basilicata, con l’obiettivo di affrontare una crisi che coinvolge centinaia di imprese e migliaia di lavoratori.
“Riapriamo il dialogo. Non ci arrendiamo”, è l’appello lanciato dall’assessore, che individua nella vertenza Natuzzi il nodo centrale da cui ripartire per tentare una soluzione condivisa e rilanciare l’intero settore.
Secondo Di Sciascio, l’azienda rappresenta un punto di riferimento non solo per la Puglia ma per l’intero Paese. “Natuzzi è il simbolo della capacità d’impresa pugliese e del talento creativo dell’Italia intera. La catena del valore che il gruppo genera nel territorio e nel Paese è di grande valore economico”, ha sottolineato, ricordando come il gruppo occupi circa 1.800 dipendenti e rivesta un ruolo strategico in un distretto che conta 700 aziende e oltre 9.000 addetti tra Puglia e Basilicata.
Il quadro, tuttavia, resta critico. L’assessore ha espresso forte preoccupazione per l’evoluzione della vertenza, evidenziando come il contesto internazionale stia aggravando le difficoltà. “Siamo preoccupati, perché la crisi Natuzzi degenera sempre più e, con il mercato internazionale drammaticamente fermo, vogliamo evitare che la mancanza di un accordo acuisca ulteriormente le fragilità aziendali”, ha dichiarato, indicando il rischio concreto di compromettere la sostenibilità dell’intero gruppo.
Nel tentativo di sbloccare la situazione, la Regione propone di ripartire da un primo accordo sulle uscite volontarie. “Ripartiamo dalle politiche di incentivazione all’esodo, che dovranno però basarsi su un’indennità davvero allettante, tale da favorire le adesioni volontarie dei circa 400 dipendenti vicini al requisito pensionistico”, ha spiegato Di Sciascio, invitando le parti a superare le rigidità emerse nelle ultime settimane.
Parallelamente, resta aperta la questione degli ammortizzatori sociali, ritenuti fondamentali per evitare ripercussioni immediate sull’occupazione. “Senza un’intesa sugli ammortizzatori si lascia l’occupazione priva di protezione, si trasformano i lavoratori in esuberi e si vanificano quattro mesi di negoziati”, ha aggiunto.
La Regione Puglia si dice pronta a intervenire anche sul fronte delle politiche attive del lavoro, attraverso il coinvolgimento di ARPAL, che ha già attivato uno sportello dedicato a Santeramo per supportare i lavoratori coinvolti.
L’iniziativa interregionale punta inoltre a rafforzare il sistema produttivo nel suo complesso. Il confronto con la Basilicata, portato avanti insieme all’assessore Cupparo, mira a superare le divisioni tra gli operatori e a costruire una strategia comune. “Crediamo fermamente che le soluzioni stiano proprio qui: nel patto di legalità, nell’aggregazione e nella messa in rete delle aziende del Distretto”, ha affermato Di Sciascio.
Tra le priorità indicate, anche la gestione dei processi di esternalizzazione delle attività non strategiche, il rafforzamento della filiera e il sostegno all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, considerati passaggi chiave per aumentare competitività e redditività.
“Dobbiamo trovare insieme al sistema delle imprese, alle associazioni datoriali, ai sindacati e alle istituzioni locali risposte concrete per Natuzzi e per l’intero settore”, ha concluso l’assessore, sottolineando come l’attuale fase richieda interventi urgenti e straordinari per tutelare un comparto industriale già fortemente provato dalle dinamiche globali.
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