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Taranto

Ex Ilva, Bitetti replica al Ministro Urso: “Taranto non può più essere terra di sacrificio”

Il sindaco non arretra: stop entro 30 giorni senza un piano contro le emissioni

Piero Bitetti, presidente del Consiglio comunale di Taranto

Piero Bitetti

TARANTO – Il sindaco Piero Bitetti difende la linea adottata sul futuro della centrale termoelettrica dell’ex Ilva e rilancia una posizione netta sul tema ambientale. Il primo cittadino torna sulla vicenda che lo ha portato a firmare un’ordinanza che impone la sospensione dell’attività entro 30 giorni per l’impianto gestito da AdI Energia srl in amministrazione straordinaria, subordinando ogni eventuale ripresa alla presentazione di un piano per la riduzione delle emissioni e alla successiva valutazione degli enti competenti.

Nel rivendicare la scelta, Bitetti ha sottolineato come Taranto non possa più essere considerata una realtà destinata al sacrificio industriale, ribadendo che la continuità produttiva deve necessariamente passare da garanzie concrete sull’assenza di impatti ambientali. Il sindaco ha riconosciuto l’impegno del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ma ha chiarito che non è più accettabile immaginare il funzionamento di una centrale senza un piano capace di dimostrare il rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha inoltre aperto alla possibilità di un cambio di paradigma economico, indicando nella ricerca, nell’innovazione e nelle nuove tecnologie le leve per costruire un modello produttivo sostenibile. In assenza di queste condizioni, ha aggiunto, sarà inevitabile orientarsi verso altri scenari, anche considerando il rischio di esuberi legato all’attuale assetto industriale. Da qui, secondo Bitetti, la necessità di sviluppare nuove economie capaci di assorbire eventuali ricadute occupazionali.

Le dichiarazioni del sindaco arrivano in risposta alle parole critiche espresse dal ministro Urso, intervenuto sulla vicenda dell’ex Ilva e sull’ordinanza comunale. Il rappresentante del governo aveva definito il provvedimento un segnale negativo per il rilancio dello stabilimento siderurgico, evidenziando possibili ripercussioni sul percorso di investimento.

Urso aveva inoltre richiamato l’incontro avvenuto nei giorni precedenti tra il sindaco e uno dei potenziali investitori, sottolineando come il provvedimento sia giunto subito dopo un confronto istituzionale ritenuto positivo. 

Nella sua analisi, Urso aveva rimarcato il valore strategico dell’iniziativa, finalizzata a rendere l’Italia l’unico paese europeo in grado di produrre 100% acciaio green, con Taranto destinata a diventare il principale sito continentale in questo ambito. Tuttavia, ha concluso, la tempistica della decisione amministrativa rischia di compromettere il clima di fiducia necessario al dialogo con gli investitori.

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