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Il fatto

Boeing posticipa il "Rate 10". Slitta il rientro dei trasfertisti a Grottaglie

Rinviati i piani produttivi legati al Boeing 787, sospesi i rientri dei lavoratori: confronto urgente con l’azienda

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

GROTTAGLIE - Nuove difficoltà sul futuro prossimo dello stabilimento Leonardo di Grottaglie. Con una comunicazione improvvisa, la direzione HR ha informato le rappresentanze sindacali di un cambio di programma nei piani produttivi, dettato direttamente da contingenze che stanno colpendo il colosso americano Boeing.

Al centro della novità c'è il rinvio del cosiddetto "Rate 10", ovvero l'incremento del ritmo produttivo per le sezioni della fusoliera del Boeing 787 realizzate nel sito jonico. La causa, secondo quanto riferito dai Sindacati, sarebbe da ricercare in imprevisti "problemi di approvvigionamento", un collo di bottiglia nella catena di fornitura globale che costringe a rallentare le lavorazioni in fase.

Il rinvio del Rate 10 ha un impatto immediato e diretto sulla gestione del personale, in particolare sui lavoratori attualmente impegnati in trasferta presso altri siti del gruppo. I trasfertisti che avrebbero dovuto fare rientro a Grottaglie il prossimo 1° maggio rimarranno invece nelle sedi attuali di Nola e Foggia. Il loro rientro è stato ufficialmente sospeso.

Per chi si trova attualmente nel sito campano di Pomigliano d'Arco, è previsto uno spostamento logistico verso lo stabilimento di Foggia.

La notizia ha immediatamente messo in allerta le sigle sindacali. In una nota congiunta, la RSU di Fim, Fiom e Uilm ha espresso la necessità di fare chiarezza su una situazione che appare potenzialmente critica per l'organizzazione del lavoro e i carichi produttivi del sito di Grottaglie.

"Abbiamo già richiesto un incontro urgente alla direzione di stabilimento per approfondire i dettagli di questa decisione e capire quali saranno le reali tempistiche e le ricadute sul personale," dichiarano i rappresentanti dei lavoratori.

L'attesa è ora tutta per il confronto con i vertici Leonardo, in un clima che continua a penalizzare il settore delle aerostrutture, fortemente legato alle oscillazioni del mercato internazionale e alle dinamiche industriali del partner d'oltreoceano.

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