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Taranto

Condizionatori, allarme abusivismo: “Regole ignorate e controlli insufficienti”

Gli impiantisti denunciano installazioni senza certificazione: rischio sicurezza e concorrenza sleale nel settore

Come funzionano i condizionatori trial split

Condizionatori - archivio

TARANTO - Con l’arrivo della stagione calda torna a crescere un fenomeno che il settore conosce bene. Gli impiantisti aderenti a Casartigiani Taranto rilanciano l’allarme sulle installazioni non certificate di condizionatori, segnalando una diffusione sempre più ampia di pratiche irregolari.

Secondo quanto denunciato dagli operatori, molte apparecchiature acquistate nella grande distribuzione verrebbero installate senza il rispetto delle normative previste. La legislazione vigente stabilisce infatti che al momento dell’acquisto il cliente debba dichiarare che l’installazione sarà affidata a un tecnico abilitato F Gas. Una procedura che, secondo la categoria, viene spesso aggirata.

Il risultato è che numerosi impianti finiscono per essere montati da soggetti privi delle necessarie certificazioni o non in regola con gli obblighi di legge. In alcuni casi, sottolineano gli operatori, si tratta anche di aziende che operano fuori dalle norme, alimentando un mercato parallelo difficile da contrastare.

A denunciare la situazione è anche Vito Del Giudice, titolare di Climatec, che evidenzia la difficoltà nel contenere il fenomeno. “Nonostante le normative stringenti, come quelle legate al sistema F Gas, il problema persiste. Le regole vengono spesso aggirate attraverso l’acquisto di prodotti nella grande distribuzione, sia da parte di privati sia da lavoratori non qualificati”.

Del Giudice ricorda che, al momento della vendita, l’acquirente dovrebbe sottoscrivere la dichiarazione sull’installazione e che il venditore dovrebbe acquisire la documentazione necessaria. “Attraverso il portale F Gas è possibile verificare se un’azienda è regolarmente iscritta. Il problema, però, non riguarda solo il lavoro nero individuale, ma anche aziende che operano completamente fuori dalle regole”.

Sulla stessa linea Antonello Marzii, titolare di Climar, che punta il dito sulla carenza di verifiche. “Siamo sempre alle solite. I controlli non sono sufficienti. Servono restrizioni più efficaci che riguardino non solo le aziende in regola, ma anche quelle che operano fuori norma”.

Il quadro che emerge è quello di un settore attraversato da una competizione distorta. Sergio Pupino, titolare di Lacatena Assistenza, parla apertamente di una situazione critica, evidenziando come vi siano operatori che propongono interventi a basso costo, anche attraverso i social, senza possedere le certificazioni richieste.

“Siamo ormai abituati a convivere con questi problemi. Comprendiamo le diverse esigenze, ma chiediamo che i lavori vengano eseguiti da addetti certificati”. Pupino sottolinea inoltre la necessità di rafforzare i controlli partendo dalla fase di vendita. “Non si dovrebbe poter vendere una macchina a privati o a chi non è in possesso del patentino F Gas”.

Secondo gli operatori, il registro F Gas rappresenta uno strumento utile ma ancora insufficiente. “È importante, ma può essere aggirato. Se un condizionatore si acquista facilmente in un centro commerciale, diventa altrettanto semplice installarlo senza autorizzazioni”. Alcune aziende, viene evidenziato, scelgono volontariamente di non vendere a clienti non abilitati, rinunciando anche a opportunità economiche pur di garantire qualità e legalità.

A richiamare l’attenzione anche sui rischi per i consumatori è Giovanni Agnusdei, titolare di Climatar, che invita a rivolgersi esclusivamente a operatori certificati. “Si continua ad alimentare un mercato nero che danneggia le imprese sane. Sui social vengono pubblicizzate installazioni non certificate. Il risparmio di 100 o 200 euro non porta benefici, ma può causare problemi anche seri, sia per la salute che per la sicurezza”.

La denuncia della categoria riaccende il dibattito su un fenomeno che, con l’aumento delle temperature, torna ciclicamente al centro dell’attenzione, ponendo interrogativi sulla necessità di controlli più efficaci e su una maggiore consapevolezza da parte degli utenti.

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