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Il caso

Militari, il Siulm attacca: “Risorse insufficienti e pensioni da riformare”

Marina e Aeronautica unite nella protesta sul contratto 2025–2027: aumenti ritenuti inadeguati e richiesta di previdenza dedicata

Sommergibile in emersione - Foto Marco Amatimaggio

Sommergibile in emersione - Foto Marco Amatimaggio

TARANTO - Una presa di posizione netta e senza margini di ambiguità arriva dal SIULM Marina e dal SIULM Aeronautica, che al termine del confronto con il Dipartimento della Funzione Pubblica sul rinnovo contrattuale 2025–2027 esprimono forte preoccupazione per le risorse economiche messe sul tavolo.

Le due organizzazioni sindacali individuano come priorità assoluta l’introduzione di una previdenza dedicata al personale militare, ritenuta indispensabile per garantire equità e sostenibilità nel lungo periodo. Una richiesta che nasce dalla specificità del servizio svolto, dai vincoli di carriera e dall’assenza di strumenti compensativi adeguati rispetto ad altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Dal tavolo negoziale emergono dati che, secondo i sindacati, non rispondono alle esigenze del personale. Si parla infatti di un incremento medio di circa 97 euro netti mensili a regime entro il 2027 per il personale graduato, accompagnato da una tantum di circa 2.000 euro lordi riferita al biennio 2025–2026. Misure giudicate insufficienti per colmare il divario economico e valorizzare il lavoro svolto dagli operatori del comparto Difesa.

Secondo SIULM Marina e SIULM Aeronautica, il rischio concreto è quello di un ulteriore ampliamento del gap retributivo rispetto ad altri settori dello Stato, con conseguenze dirette sul benessere del personale, sull’efficienza operativa e sull’attrattività delle carriere militari.

I sindacati ribadiscono che il rinnovo contrattuale non può limitarsi a un passaggio formale, ma deve rappresentare un’occasione concreta per riconoscere la specificità del comparto attraverso interventi strutturali e risorse adeguate, a partire proprio dalla riforma del sistema previdenziale.

Nel corso del confronto sono state evidenziate anche le criticità che riguardano diverse categorie di personale. Particolare attenzione è stata posta sui militari impegnati in contesti ad alta operatività, spesso lontani dalle famiglie per lunghi periodi, sui turnisti impiegati in servizi continuativi H24, sugli specialisti con competenze elevate ma non adeguatamente riconosciute e sui giovani volontari, che secondo le organizzazioni sindacali soffrono di carenze in termini di tutele e prospettive economiche.

Tra le professionalità da valorizzare vengono indicati gli aerosoccorritori, il personale sanitario, gli automobilisti, gli operatori antincendio, i consegnatari e le figure tecnico-logistiche, tutte ritenute fondamentali per il funzionamento dello strumento militare ma ancora poco riconosciute.

Le due sigle hanno inoltre avanzato proposte concrete per migliorare le condizioni del personale, chiedendo l’introduzione di fringe benefit strutturati, un sistema di assistenza sanitaria dedicato e misure di welfare capaci di ridurre il divario con gli altri comparti pubblici. Tra le richieste anche il riconoscimento della condizione di monogenitorialità di fatto per il personale impiegato in contesti operativi o soggetto a prolungate assenze dal nucleo familiare.

Il SIULM Marina e il SIULM Aeronautica assicurano che continueranno a portare avanti queste istanze nelle sedi istituzionali, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti a tutela del personale militare.

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