TARANTO - Non è solo cronaca nera. È una vicenda che racconta molto di più, restituendo l’immagine di una città attraversata da un disagio profondo.
Una storia che sembra tratta da un fumetto, quello che racconta le gesta di "un ladro gentiluomo". In realtà è tutto vero, ma soprattutto è l’ennesima riprova di un malessere sempre più diffuso a Taranto: quello di migliaia di persone che vivono molto al di sotto della soglia di povertà e che devono arrangiarsi come possono per sfamarsi e sopravvivere. E questo “arrangiarsi, il più delle volte, finisce con il coincidere con l’utilizzo di strumenti criminali: furti, rapine, appropriazioni indebite. Insomma, si incamminano sulla strada del crimine.
Dalla riflessione alla cronaca: nella notte diverse auto sono state danneggiate e rovistate, in via Medaglie d’Oro, nei pressi del Tribunale. La notizia è stata lanciata per prima da Antennasud che ha rivelato un dettaglio importante: su una vettura, appartenente a un membro delle forze dell’ordine, è stato lasciato un biglietto con delle scuse: “Mi scuso ma sono per strada e ho due bambini, spero possa comprendere”, si legge nel messaggio.

Il biglietto mostrato da AntennaSud
Un messaggio che non resta isolato. Lo stesso tipo di scritto sarebbe stato rinvenuto anche in altri episodi analoghi verificatisi in diverse zone della città. Negli ultimi 20 giorni circa, infatti, segnalazioni simili sono arrivate da via Laclos, via Minniti, via Leonida e via Messapia, delineando un fenomeno che si sta ripetendo con una certa frequenza.
Il bottino di questi raid è modesto, fatto di oggetti di scarso valore, piccoli beni che però, per chi li sottrae, possono rappresentare una risorsa minima utile a mettere insieme il pranzo e la cena.
La vicenda assume così un contorno più complesso, dove il confine tra reato e bisogno appare sottile ma non per questo meno rilevante. Da un lato restano i danni subiti dai proprietari delle auto, dall’altro emerge una realtà fatta di povertà diffusa e di tentativi disperati di sopravvivenza.
Attenzione: nessuno intende giustificare questi episodi. Sono e restano attività criminali. Ma con altrettanta chiarezza bisogna dire che nessuno è autorizzato a girare lo sguardo dall'altra parte.
Quel biglietto, più che una giustificazione, sembra trasformarsi in un segnale lanciato alla città. Un messaggio che richiama l’attenzione su una situazione che non riguarda solo la sicurezza, ma anche le condizioni sociali di chi vive ai margini.