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Taranto
15 Aprile 2026 - 16:47
Ex Ilva al bivio
TARANTO - L’ordinanza con cui il sindaco di Taranto ha disposto lo stop alla centrale termoelettrica di AdI Energia entro 30 giorni continua a far discutere sul piano politico. A intervenire è il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle, che attraverso una nota, su proposta dell’avvocato Fabrizio Serrano, solleva dubbi sulla coerenza complessiva dell’azione amministrativa.
Secondo quanto evidenziato, il provvedimento rappresenta la dimostrazione che gli strumenti giuridici per intervenire esistono e possono essere utilizzati. "L’ordinanza conferma che quando l’amministrazione vuole gli strumenti per intervenire li trova e li usa", si legge nel comunicato, che richiama i contenuti dell’atto firmato dal primo cittadino.
Alla base della decisione, come riportato nella stessa ordinanza, vi sarebbe la mancata presentazione del piano di riduzione delle emissioni previsto dalla normativa regionale, oltre all’applicazione del principio di precauzione a tutela della salute pubblica. Un tema che, sottolinea il M5S, era già stato portato all’attenzione del Governo attraverso un’interrogazione parlamentare del senatore Mario Turco, rimasta finora senza risposta.
Il nodo centrale della critica riguarda però il diverso approccio adottato nei confronti degli impianti del polo industriale. "Sul piano sostanziale emerge una contraddizione politica e amministrativa difficilmente contestabile", afferma il Movimento, evidenziando come a fronte di un intervento deciso sulla centrale elettrica non vi siano state analoghe iniziative nei confronti dell’ex Ilva.
Secondo il M5S, il Comune non avrebbe impugnato l’autorizzazione integrata ambientale statale dello stabilimento siderurgico, lasciando invariato un quadro autorizzativo che continua a incidere sulla salute e sull’ambiente. "È questa l’asimmetria che non può essere ignorata", si legge nella nota.
Il Movimento sottolinea come il principio di precauzione sia stato applicato in modo puntuale nel caso della centrale AdI Energia, ma non con la stessa determinazione rispetto all’impianto considerato più impattante. "Non si può essere inflessibili con l’impianto meno impattante e remissivi con quello che da anni rappresenta la principale emergenza ambientale e sanitaria del territorio", viene evidenziato.
Pur non contestando nel merito l’ordinanza, giudicata anzi come un segnale dell’efficacia degli strumenti disponibili, il gruppo territoriale chiede un cambio di passo complessivo. "Il punto non è contestare l’ordinanza su AdI Energia, che anzi dimostra come gli strumenti giuridici esistano e possano essere attivati", si legge ancora, ma resta aperta la questione della mancata applicazione dello stesso rigore su altri fronti.
Il rischio, secondo il M5S, è quello di una gestione non uniforme delle criticità ambientali, con conseguenze dirette sulla credibilità dell’azione amministrativa. "Taranto merita un’amministrazione coerente, che applichi i principi di legalità, precauzione e tutela della salute senza doppie misure e senza ambiguità", conclude la nota.
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