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Il caso

Carburante “finito” al self service ma disponibile al "servito": l'ira delle associazioni dei consumatori

Segnalazioni dai cittadini su possibili anomalie nei distributori. Giacomelli: “Se confermate, distorsione a danno dei consumatori”

Distributore di Benzina

Distributore di Benzina

BARI - Numerose segnalazioni arrivate negli ultimi giorni da tutta Italia hanno acceso i riflettori su presunte anomalie nei distributori di carburante, dove il rifornimento in modalità self service risulterebbe indisponibile, mentre quello con operatore continuerebbe regolarmente. A raccogliere le denunce è l’associazione dei consumatori Codici, Centro per i diritti del Cittadino, che ha avviato accertamenti per verificare quanto segnalato.

Secondo quanto riferito da diversi cittadini, alcune pompe self service verrebbero indicate come esaurite, attraverso appositi cartelli, pur in presenza di carburante disponibile. Nello stesso impianto, invece, il servizio assistito continuerebbe a funzionare, consentendo il rifornimento a prezzi generalmente più elevati.

A spiegare la situazione è Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici. “Ci è stato segnalato che alcune pompe self service risultano indicate come esaurite, mentre quelle del servizio assistito continuano a erogare regolarmente il carburante”, afferma, precisando che le informazioni raccolte non parlerebbero di guasti tecnici o interruzioni temporanee.

Il quadro delineato dalle segnalazioni, se confermato, solleva interrogativi rilevanti. “Il carburante sarebbe presente e disponibile, ma accessibile, a prezzi più elevati, solo per chi sceglie o è costretto a scegliere il servizio con operatore”, aggiunge Giacomelli.

L’associazione ha avviato un’attività di approfondimento per comprendere l’estensione del fenomeno. “Stiamo approfondendo queste segnalazioni”, sottolinea, evidenziando come un eventuale riscontro diffuso potrebbe configurare una criticità per il mercato.

Il rischio, secondo Codici, è quello di una possibile alterazione della concorrenza, con ricadute dirette sui consumatori già alle prese con il caro carburante. “Se confermata su larga scala, questa pratica potrebbe configurarsi come una forma di distorsione della concorrenza a danno dei consumatori”, evidenzia il segretario.

Per questo motivo l’associazione invita i cittadini a collaborare. “Invitiamo tutti a segnalarci eventuali situazioni analoghe, indicando il distributore, la data e, se possibile, fornendo documentazione fotografica”, prosegue Giacomelli.

Le segnalazioni raccolte saranno analizzate e, qualora emergesse un quadro chiaro e ricorrente, potranno essere trasmesse alle autorità competenti. L’obiettivo è verificare eventuali responsabilità e tutelare i diritti degli utenti, in un contesto economico già segnato dall’aumento dei costi.

I cittadini possono inviare le proprie segnalazioni tramite i canali messi a disposizione dall’associazione (ad esempio scrivendo un’e-mail a segreteria.sportello@codici.org), contribuendo così a fare luce su una vicenda che potrebbe avere impatti rilevanti sul piano della trasparenza e della correttezza del mercato.

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