BARI - Si leva una presa di posizione netta e articolata dal mondo ecclesiale pugliese dopo le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti del Santo Padre Leone XIV. A esprimere una condanna senza ambiguità è monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, che interviene a nome delle Chiese di Puglia rilanciando il valore del ruolo del Pontefice in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti.
Il richiamo si inserisce nel solco della posizione già espressa dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, che ha ribadito la piena comunione con il Papa e manifestato rammarico per le parole rivoltegli nelle ultime ore. Una linea condivisa anche dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, attraverso il presidente monsignor Paul S. Coakley, che ha ricordato come il Pontefice non possa essere considerato una figura politica da contrapporre.
Nel documento, la Chiesa italiana sottolinea come il Papa rappresenti una guida spirituale e morale, chiamata a servire il Vangelo, la verità e la pace, soprattutto in una fase storica caratterizzata da crisi internazionali e instabilità. Da qui l’invito a riconoscere il valore della sua voce e a preservarne il ruolo.
A rafforzare questa posizione è l’intervento diretto di monsignor Satriano, che esprime una reazione particolarmente ferma. “Di fronte alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti del Santo Padre Papa Leone XIV, sento il dovere di esprimere, a nome delle Chiese di Puglia, profonda indignazione e ferma condanna”, afferma.
Nel suo intervento, l’arcivescovo sottolinea la gravità delle parole pronunciate, evidenziando come non si tratti di semplici dichiarazioni fuori luogo. “Non si tratta di parole semplicemente inappropriate: si tratta di un attacco che ferisce non solo la persona del Pontefice, ma il significato stesso del suo ministero”, aggiunge, ribadendo la centralità del ruolo del Papa nella vita della Chiesa.
Particolarmente significativo il passaggio in cui viene respinta ogni lettura politica della figura del Pontefice. “Il Papa non è un interlocutore politico da contrapporre o delegittimare: è il Successore di Pietro, segno visibile di unità e voce profetica che richiama instancabilmente l’umanità ai sentieri della pace, della giustizia e della verità”, prosegue Satriano.
Il contesto internazionale attuale, segnato da conflitti e fragilità, rende ancora più rilevante il ruolo della Chiesa, secondo quanto evidenziato nella dichiarazione. “In un tempo lacerato da guerre, divisioni e fragilità globali, appare quanto mai grave e inaccettabile ogni tentativo di ridurre la parola del Santo Padre a una logica di schieramento”, sottolinea.
Nel documento viene inoltre ribadito il valore della voce del Papa come riferimento morale globale. “La voce del Papa è oggi una delle poche che, con libertà evangelica, osa denunciare le ingiustizie, difendere i più deboli e indicare la via esigente della pace”, si legge, con l’avvertimento che delegittimarla rischia di indebolire la prospettiva di una convivenza pacifica tra i popoli.
La dichiarazione si conclude con un appello al rispetto e alla responsabilità nel dibattito pubblico. “Per questo, mentre rinnoviamo al Santo Padre la nostra filiale comunione, la vicinanza e la preghiera, chiediamo con forza che ogni espressione pubblica sia improntata al rispetto e alla responsabilità, specialmente quando in gioco vi sono la dignità delle persone e il futuro della convivenza tra i popoli”, afferma l’arcivescovo.
Un monito che si trasforma in invito a un cambio di passo, soprattutto nel linguaggio e nei toni del confronto internazionale. “Non possiamo tacere quando la parola, che dovrebbe costruire ponti, viene piegata a logiche che alimentano fratture. È tempo, invece, di riconoscere e custodire ogni autentico impegno per la pace”, conclude monsignor Satriano, riaffermando il ruolo della Chiesa come presidio di dialogo e coesione.