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Taranto
11 Aprile 2026 - 06:31
Sparatoria in via Machiavelli - archivio
TARANTO – Sarà celebrata a maggio l’udienza preliminare nei confronti di Michele Caforio, 38 anni, arrestato il 16 luglio scorso nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Carmelo Nigro, 45 anni, ucciso con un colpo di pistola alla testa durante una violenta sparatoria avvenuta alle Case parcheggio nel quartiere Tamburi.
L’uomo è chiamato a rispondere di omicidio, tentato omicidio e lesioni volontarie, con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a ulteriori contestazioni legate alla detenzione e all’uso di armi. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Lecce, che ha coordinato le indagini.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, la sparatoria sarebbe maturata come risposta a un’offesa ritenuta grave da parte della famiglia Nigro, che avrebbe messo in discussione il peso criminale e l’influenza del gruppo Caforio nel contesto dello spaccio di droga.
La ricostruzione degli inquirenti evidenzia che quella sera Carmelo Nigro avrebbe raggiunto Pietro Caforio, fratello dell’imputato, minacciandolo con un’arma e pronunciando frasi offensive nei confronti del gruppo rivale, arrivando a definirli “morti” o “falliti”. Un episodio ritenuto determinante nell’escalation che ha portato al conflitto a fuoco.
Questa interpretazione è stata condivisa dal giudice per le indagini preliminari, oltre che dal tribunale del Riesame e successivamente dalla Cassazione, che hanno confermato la misura cautelare in carcere. Nelle motivazioni, i giudici hanno richiamato alcune intercettazioni ambientali registrate subito dopo i fatti, dalle quali emergerebbe un atteggiamento di compiacimento da parte dell’indagato per quanto accaduto, elemento ritenuto significativo nella valutazione del quadro accusatorio.
Dopo l’omicidio, la violenza sarebbe proseguita coinvolgendo altre persone presenti. Un 21enne, Michael Pio Nigro, è rimasto ferito al collo, mentre un uomo di 66 anni, Vincenzo Fago, è stato colpito a un ginocchio.
Con l’udienza preliminare ormai fissata, il procedimento entra nella fase decisiva che porterà il giudice a stabilire se disporre il rinvio a giudizio dell’imputato.
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