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L'audizione

Leonardo, allarme sul futuro della Divisione Aerostrutture: “No a scelte solo finanziarie”

In Commissione regionale confronto tra politica, sindacati e assessorato. Cosimo Borraccino: “Azienda sana, non si capisce il ricorso a fondi esteri”

La riunione della VI Commissione regionale sul caso Leonardo

La riunione della VI Commissione regionale sul caso Leonardo

GROTTAGLIE - Una seduta ad alta tensione politica e istituzionale quella della VI Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, su iniziativa del consigliere regionale del Partito Democratico Cosimo Borraccino, per fare luce sulle prospettive della Divisione Aerostrutture di Leonardo negli stabilimenti di Grottaglie e Foggia.

L’audizione, presieduta dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Annagrazia Angolano, ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dell’assessore regionale al Lavoro, mentre ha pesato l’assenza dei vertici aziendali, più volte sottolineata nel corso del confronto.

Al centro del dibattito, le recenti scelte di politica industriale del CdA di Leonardo e, in particolare, l’ipotesi di ingresso di un fondo di investimento arabo nell’assetto societario della Divisione Aerostrutture, una prospettiva che ha acceso forti preoccupazioni sul futuro produttivo e occupazionale del territorio.

“Stiamo discutendo di un’azienda che non è in crisi”, ha evidenziato Borraccino nel suo intervento, sottolineando come Leonardo presenti utili consolidati, commesse già programmate e livelli occupazionali stabili. “Non si comprendono le ragioni che spingono verso una scelta di questo tipo – ha aggiunto – soprattutto se si tratta di un fondo che potrebbe, nel tempo, svuotare la produzione in Puglia e in Campania e favorire processi di delocalizzazione”.

Parole dure anche sull’assenza dell’azienda al tavolo istituzionale. “È un colpo basso e una mancanza di rispetto verso la massima istituzione rappresentativa dei cittadini pugliesi”, ha dichiarato il consigliere regionale.

Anche la Presidente Angolano ha voluto esprimere le sue perplessità: “Sul futuro della B.U. Aerostrutture di Leonardo va fatta la massima chiarezza e oggi avremmo voluto porre domande precise ai vertici aziendali, di cui però abbiamo dovuto registrare l’assenza comunicata con una nota scritta. Un’assenza grave che non possiamo fare altro che stigmatizzare".

"Siamo preoccupati - ha aggiunto - per le notizie apparse sui giornali di una possibile joint venture tra la divisione Aerostrutture di Leonardo e il fondo di investimento saudita, che dovrebbe concretizzarsi entro il mese di giugno. Il rischio è quello di cedere un asset fondamentale, con ricadute pesanti per i siti di Puglia e Campania. Una operazione di cui non si conoscono le condizioni, senza un piano industriale e senza alcuna garanzia per la forza lavoro.

"Ho chiesto alle rappresentanze sindacali presenti oggi al tavolo - ha concluso la presidente Angolano - di trasferire ai lavoratori la volontà della Regione: essere intransigente nel rispetto di un percorso di condivisione e di una vigilanza che manterremo attiva con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Non possiamo correre il rischio di una delocalizzazione della produzione e di un ulteriore scippo per la nostra terra. Lavoreremo in maniera unitaria per far sì che questo non succeda”.

Le organizzazioni sindacali hanno condiviso le stesse preoccupazioni, rimarcando il timore che l’operazione abbia una natura esclusivamente finanziaria e non industriale, con il rischio concreto di perdita del know how e di un progressivo indebolimento del sistema produttivo locale.

A intervenire è stata anche la consigliera regionale del Partito Democratico Loredana Capone, che ha definito “grave e incomprensibile” l’assenza dei vertici Leonardo in una fase così delicata. “Siamo davanti a una vertenza che riguarda centinaia di lavoratori e un presidio strategico per la politica industriale nazionale”, ha dichiarato, chiedendo chiarezza sul futuro della divisione, sulle eventuali partnership e sulle garanzie occupazionali.

Capone ha inoltre sollecitato risposte precise su più fronti, dalla definizione del perimetro industriale della divisione Aerostrutture alle condizioni di eventuali accordi societari, fino alla necessità di un piano industriale dettagliato che non relegi il sito di Grottaglie a un ruolo marginale.

Eugenio Di Sciascio

Le conclusioni della seduta sono state affidate all’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, che ha ricordato come la Regione si sia attivata sin dalle prime indiscrezioni sulla possibile joint venture. “Ho chiesto maggiore chiarezza ai rappresentanti di Leonardo – ha spiegato – evidenziando che la Puglia ha investito e continuerà a investire su questi progetti”.

L’assessore ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione. “Occorre non abbassare la guardia, mantenere aperti tutti i canali e pretendere il mantenimento del know how, la tutela dei livelli occupazionali e il pieno coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali e sindacali”, ha affermato.

Nel corso della riunione è emersa anche una sostanziale convergenza politica trasversale sulla necessità di difendere un comparto considerato strategico per l’economia regionale. Borraccino ha infatti sottolineato come l’intera Commissione abbia condiviso le criticità evidenziate, apprezzando anche l’intervento del vicepresidente Renato Perrini, che ha invitato a lavorare in modo unitario al di là delle appartenenze politiche.

Il quadro delineato resta quello di una vertenza ancora aperta, in cui si confrontano esigenze industriali, equilibri economici e tutela del territorio. “Oggi Leonardo è un’azienda in salute – ha concluso Borraccino – ma senza le giuste scelte rischia di diventare la 44esima crisi aziendale della Regione Puglia. Uno scenario che non possiamo permetterci”.

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