TARANTO – Nuove segnalazioni su presunte attività illegali nel settore della mitilicoltura e della pesca arrivano dal capoluogo ionico. A denunciarle è l’ambientalista Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che parla di episodi documentati con fotografie scattate l’8 aprile 2026.
Nel mirino vi sarebbero condotte in violazione delle ordinanze vigenti. “Dopo aver denunciato la reimmersione nel Mar Piccolo di cozze provenienti da Grecia e Adriatico, oggi registriamo un ulteriore episodio grave”, afferma Manna, riferendosi al presunto prelievo di mitili nel primo seno del Mar Piccolo.
Secondo quanto riportato, l’attività sarebbe avvenuta oltre i termini stabiliti dall’ordinanza regionale, che aveva prorogato la scadenza per lo spostamento dal 28 febbraio al 31 marzo. A questo si aggiungerebbe un ulteriore obbligo non rispettato. “Qualsiasi movimentazione di cozze nel primo seno deve essere comunicata alla Asl”, precisa.
Le criticità non riguarderebbero solo la mitilicoltura. Nella stessa giornata, Manna segnala anche episodi di pesca illegale. “Abbiamo documentato la presenza di persone che pescavano novellame a pochi metri dalla base della Marina Militare, in totale violazione delle norme”, dichiara, evidenziando anche il contesto di particolare attenzione legato alla sicurezza.
Il quadro descritto è quello di una situazione radicata. “Nel Mar Grande e nel Mar Piccolo continuano indisturbate attività illecite riconducibili alle solite famiglie già note alle Procure”, sostiene l’ambientalista, parlando di comportamenti che avverrebbero alla luce del sole.
A pagare il prezzo più alto sarebbero gli operatori regolari del settore. “Mentre pochi lavoratori del mare faticano a mantenere aperte le proprie attività, chi opera nell’illegalità continua ad aumentare i profitti”, denuncia Manna, sottolineando le difficoltà di chi investe nella legalità.
Il tema della legalità resta, secondo l’ambientalista, ancora lontano dalla pratica quotidiana. “Si continua a parlare di legalità, ma resta spesso solo nei programmi e nei protocolli, mentre la realtà è ben diversa”, aggiunge.
Le segnalazioni sono state formalizzate alle autorità competenti. “Chiediamo che politica e amministrazione intervengano con decisione per fermare questi abusi, che danneggiano l’ecosistema marino e il commercio legale”, conclude Manna.