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Matera
09 Aprile 2026 - 12:14
Immigrazione irregolare, maxi inchiesta: arresti domiciliari per 11 indagati
BARI - Un articolato sistema illecito finalizzato a favorire l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari attraverso pratiche di lavoro fittizie è al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 11 persone.
L’operazione, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha dato esecuzione a un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, che ha disposto gli arresti domiciliari per gli indagati. Contestualmente, per alcune posizioni è stata dichiarata l’incompetenza territoriale, con trasmissione degli atti ad altri uffici giudiziari competenti.
L’attività investigativa, sviluppata attraverso analisi documentali, intercettazioni, perquisizioni e servizi di osservazione, ha consentito di ricostruire un presunto meccanismo fraudolento basato sull’utilizzo distorto delle procedure previste per l’assunzione di lavoratori stranieri.
Secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati avrebbero operato con ruoli diversi ma coordinati, occupandosi di individuare cittadini extracomunitari interessati a entrare in Italia, raccogliere documenti e predisporre pratiche amministrative, utilizzando imprese reali all’insaputa dei titolari oppure società compiacenti o inattive.
IL FILONE CHE TOCCA LA PUGLIA
L’inchiesta presenta sviluppi che riguardano anche il territorio pugliese. La decisione del giudice di trasmettere parte degli atti ad altri uffici giudiziari evidenzia infatti la possibile estensione del sistema oltre i confini lucani, con ulteriori accertamenti che potrebbero coinvolgere realtà operative anche in Puglia. Si tratta di un elemento rilevante che amplia la portata dell’indagine, suggerendo la presenza di una rete più ampia e ramificata.
Tra gli indagati ci sono ex consiglieri del Comune di Bari e dipendenti del Comune di Triggiano. Per alcune delle ipotesi accusatorie il gip ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Bari.
Le indagini hanno evidenziato la presentazione di numerose richieste di nulla osta al lavoro basate su presupposti ritenuti non veritieri. Tra le irregolarità contestate figurano rapporti di lavoro inesistenti, esigenze occupazionali fittizie e documentazione ritenuta falsa o non autentica, con firme sospette e dati giudicati inverosimili.
In diversi casi, le aziende coinvolte sarebbero risultate del tutto ignare dell’utilizzo del proprio nome, mentre in altri sarebbero state utilizzate società prive di reale operatività. La ripetitività delle pratiche, l’uso degli stessi contatti e la presenza di documenti artefatti delineerebbero, secondo gli investigatori, un sistema organizzato e non episodico.
L’obiettivo del presunto meccanismo sarebbe stato duplice. Da un lato consentire l’ingresso illegittimo di cittadini stranieri sul territorio nazionale, dall’altro ottenere un profitto economico attraverso il pagamento di somme di denaro per ogni pratica gestita.
I reati contestati, a titolo provvisorio, riguardano il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, realizzato mediante la simulazione di rapporti di lavoro, l’utilizzo di documentazione non genuina e la rappresentazione di condizioni economiche e organizzative non corrispondenti al vero.
L’operazione rappresenta l’esito di un’indagine complessa, mirata a contrastare fenomeni che incidono sulla regolarità dei flussi migratori e sull’affidabilità delle procedure amministrative in materia di lavoro.
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