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Il caso

Stangata carburanti a Taranto, "Ogni famiglia pagherà fino a 530 euro in più"

L'ira delle associazioni dei consumatori: “Prezzi fuori controllo, subito verifiche”

Distributore di Benzina

Distributore di Benzina

TARANTO - Prezzi dei carburanti in forte aumento e differenze significative tra distributori anche a pochi chilometri di distanza. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme su quella che definiscono una situazione fuori controllo nel territorio ionico.

Adiconsum, Adoc e Federconsumatori segnalano come le riduzioni delle accise annunciate a livello nazionale siano state di fatto neutralizzate da rincari ritenuti ingiustificati, generando una vera e propria disparità tariffaria tra i punti vendita della provincia.

Nel dettaglio, le tre sigle evidenziano oscillazioni che arrivano fino a 25 centesimi al litro nello stesso contesto urbano, con casi di gasolio venduto a 1,99 euro accanto ad altri impianti che superano stabilmente i 2,20 euro. Una situazione che, secondo le associazioni, rappresenta un’anomalia evidente e con ripercussioni dirette sui bilanci delle famiglie e sull’economia locale.

Le stime elaborate dagli osservatori nazionali indicano un quadro ancora più critico. Seguendo l’andamento delle quotazioni del Brent, la benzina dovrebbe costare oggi 21 centesimi in meno al litro e il gasolio 26 centesimi in meno, ma i prezzi alla pompa risultano ben più elevati.

L’impatto economico è significativo. Il costo complessivo per le famiglie supera i 530 euro annui, considerando sia le spese dirette per il rifornimento sia gli effetti indiretti legati all’aumento dei costi di trasporto delle merci.

A rendere ancora più evidente la criticità è il contesto locale. Taranto, pur ospitando una raffineria, continua a registrare prezzi spesso superiori alla media nazionale, senza beneficiare di alcuna compensazione.

I presidenti delle associazioni, Gianfranco Solazzo, Domenico Votano e Antonello Zicari, chiedono interventi immediati. “Difendere il potere d’acquisto delle famiglie è una priorità assoluta di fronte a rincari che non trovano giustificazione”, affermano. “È necessario impedire che inefficienze della filiera vengano scaricate sui cittadini”, aggiungono.

Le associazioni invocano un’azione coordinata da parte delle istituzioni per contrastare possibili fenomeni speculativi. Viene chiesta massima trasparenza lungo tutta la catena di distribuzione e controlli puntuali da parte delle autorità competenti e delle forze dell’ordine.

L’appello si estende anche al quadro energetico più ampio. Le tre sigle propongono interventi sulle bollette, tra cui l’applicazione dell’Iva al 10% sul gas domestico e una riduzione significativa degli oneri di sistema sull’energia elettrica.

La richiesta è chiara: misure strutturali e non più emergenziali, per garantire equilibrio nei prezzi e tutela concreta dei consumatori.

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