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Taranto
09 Aprile 2026 - 08:22
Dis-Education, la sfida di Marco D'Andria
TARANTO – Talvolta accadono eventi traumatici che cambiano radicalmente la vita, come quelli che riducono fortemente l’autonomia personale. C’è chi a questo reagisce chiudendosi nel dolore, soprattutto perché non ha possibilità o mezzi per esprimere i propri bisogni, e chi invece reagisce aiutando e supportando chi vive le medesime condizioni. È quest’ultima la scelta di Marco D’Andria, 37 anni, vittima di un episodio di violenza e che da dodici anni convive con una paraplegia, il quale tre anni fa ha fondato con alcuni amici l’associazione “Dis-Education” (www.diseducation.it), in aiuto concreto alle persone con disabilità (o disabilitate, come lui preferisce) e ai loro familiari.
Perché questa denominazione? Così spiega Marco: “Dis-Education è un nome che richiama l’idea di educare alle disuguaglianze, favorendo maggiore consapevolezza, senso civico e responsabilità sociale. La nostra realtà sostiene persone con disabilità e chiunque viva condizioni di marginalità sociale, promuovendo rispetto, autonomia e piena partecipazione alla vita della comunità”.
Tale impegno si realizza concretamente venendo incontro alle richieste di sostegno, forti dell'esperienza quotidiana vissuta dai soci, anche solo per consentire la partecipazione ad eventi, come feste in luoghi pubblici e privati o incontri culturali, da cui nessuno deve sentirsi escluso. “Per far questo, attraverso comodato d’uso gratuito, forniamo i supporti necessari, come ad esempio le rampe per consentire il passaggio delle carrozzine o di quanti hanno in genere difficoltà negli spostamenti. Inoltre per le abitazioni o strutture ricettive, per il tempo necessario alla permanenza della persona con disabilità, adeguiamo i bagni alle sue necessità. C’è anche la disponibilità, sempre gratuita, di letti, deambulatori, sollevatori, sedie a rotelle, stampelle, bastoni per i non vedenti, perfino particolari ausilii per consentire attività sportive. Con il progetto ‘Pronto accessibilità’ abbiamo diverse volte permesso ai ragazzi di non perdere giorni di scuola e limitare l'isolamento nei primi momenti di recupero pre e post operatorio”.
Marco tiene a sottolineare che molti di queste attrezzature sono state acquistate dai soci oppure donate da quanti non ne hanno più necessità; non mancano iniziative di associazioni come quella del Rotaract che ha devoluto una somma per l’acquisto dell’occorrente.
“Attraverso progetti dedicati all’accessibilità, percorsi formativi, attività culturali e collaborazioni con scuole, enti e altre realtà del territorio lavoriamo per sviluppare comportamenti più attenti e relazioni più consapevoli con il nostro mondo. Le nostre iniziative si integrano con reti locali e nazionali, con l’obiettivo di costruire una società più accogliente, sicura e realmente accessibile per tutti”.
Merita la citazione, a tal proposito, l’esperienza di “Saturiamoci”. “Da tre anni, ogni estate, diamo la possibilità alle persone disabili di frequentare la spiaggia pubblica di Saturo, rendendo loro accessibile un posto bellissimo, altrimenti interdetto a chi ha problemi nella mobilità. Grazie agli operatori retribuiti dal Comune di Leporano e ai nostri volontari, sono a disposizione assistenti qualificati, una decina di ombrelloni assieme a lettini e sedie specifiche per l'accesso in acqua. Complessivamente, ospitiamo quotidianamente una cinquantina di persone e famiglie, a rotazione nell’arco della giornata”.
I problemi però sono tanti: mancano i bagni pubblici, il trasporto pubblico, i parcheggi riservati, che obbligano spesso a lasciare l’auto lontano dalla spiaggia, a volte, purtroppo, nel mirino dei ladri. Inoltre una maggiore presenza delle forze dell’ordine e della polizia locale scoraggerebbe talune frequentazioni che talvolta rovinano la tranquillità di una giornata al mare.
Fra le altre attività dell’associazione, l’impegno dell’Osservatorio civico per l'accessibilità e la mobilità e che particolarmente lotta per l'attuazione dei Peba, cioè i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che a Taranto ormai da troppi anni attendono di essere attuati. In cantiere, infine, c'è un progetto finalizzato a promuovere lavoro, partecipazione e benessere.
Insomma, sentiremo ancora parlare di Marco e della “Dis-Education”.
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