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Il fatto

Artigianato, stop agli abusi: “Tutela per imprese e consumatori”

Casartigiani Puglia sostiene la nuova norma nazionale e chiede controlli immediati ai Comuni: “Serve applicarla con rigore”

Artigiani al lavoro

Artigiani al lavoro

BARI - Stretta sull’uso improprio dei termini “artigianato” e “artigianale”. La nuova disposizione nazionale che limita l’utilizzo di queste denominazioni alle sole imprese in possesso dei requisiti di legge trova il favore di Casartigiani Puglia, che sottolinea come il principio fosse già previsto dalla normativa regionale pugliese.

In Puglia, infatti, la qualifica di impresa artigiana e la possibilità di utilizzare tale denominazione sono da tempo riservate esclusivamente alle attività iscritte all’Albo delle imprese artigiane. La norma nazionale rafforza dunque un impianto già esistente, estendendolo e rendendolo più uniforme.

A evidenziare il valore del provvedimento è il coordinatore regionale Stefano Castronuovo. “Per anni il termine artigianale è stato utilizzato in modo improprio, spesso come strumento commerciale da parte di soggetti che non appartenevano al settore”, afferma, denunciando una pratica che ha avuto conseguenze rilevanti.

Secondo Castronuovo, l’abuso della denominazione ha prodotto effetti negativi su più livelli. “Si è generata concorrenza sleale verso le vere imprese artigiane, confusione tra i consumatori e una progressiva perdita di valore del concetto stesso di artigianato”, spiega.

Ora, però, il nodo diventa quello dell’applicazione concreta della norma. Casartigiani Puglia propone una serie di strumenti per garantire controlli efficaci sul territorio, tra cui l’attivazione di tavoli permanenti locali con le associazioni di categoria, sistemi rapidi di segnalazione delle irregolarità e campagne informative rivolte alle imprese.

L’organizzazione chiede anche un ruolo attivo da parte delle amministrazioni locali. “Non basta una buona legge, serve il coraggio di applicarla”, sottolinea il coordinatore, sollecitando i Comuni pugliesi ad avviare verifiche puntuali su insegne commerciali, siti web e comunicazione pubblicitaria.

Nel dettaglio, viene chiesto il coinvolgimento operativo della Polizia Locale, degli sportelli SUAP e degli uffici commercio, con controlli coordinati e mirati per contrastare eventuali violazioni.

Il messaggio è chiaro. “I Comuni devono diventare il primo presidio di legalità economica, a tutela delle imprese artigiane autentiche e dei cittadini”, conclude Castronuovo, ribadendo la disponibilità dell’associazione a collaborare con le amministrazioni per garantire trasparenza e valorizzazione del vero artigianato.

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