BARI - Il tema dell’innovazione tecnologica torna al centro del confronto politico con una presa di posizione netta del Partito Democratico sulla vertenza legata ai call center Enel. A intervenire sono il consigliere regionale e segretario Pd Puglia Domenico De Santis e il capogruppo in Regione Stefano Minerva, che esprimono forte preoccupazione per le ricadute occupazionali legate all’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale.
Nel loro intervento, i due esponenti dem mettono in guardia da una trasformazione che rischia di incidere profondamente sul tessuto lavorativo. “Non possiamo restare a guardare mentre i diritti vengono smontati pezzo dopo pezzo e sostituiti da un algoritmo”, affermano, richiamando le criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali in merito al bando.
Secondo De Santis e Minerva, la questione va oltre il semplice progresso tecnologico. “Non siamo di fronte a una normale innovazione, ma a un rischio concreto: sostituire lavoratrici e lavoratori con sistemi di intelligenza artificiale”, dichiarano, sottolineando come la posta in gioco riguardi non solo l’occupazione ma anche la dignità del lavoro.
Il richiamo è chiaro sul ruolo che la tecnologia dovrebbe avere. “L’intelligenza artificiale deve migliorare il lavoro, non demolirlo. Deve creare opportunità, non precarietà”, insistono, evidenziando come dietro i numeri ci siano persone e famiglie. “Parliamo di migliaia di lavoratori e di un intero comparto costruito negli anni con sacrifici e diritti conquistati”, aggiungono.
Nel documento viene ricordato anche il percorso intrapreso dalla Regione Puglia negli ultimi anni. “La Regione ha sempre legato l’introduzione delle nuove tecnologie alla tutela della forza lavoro”, spiegano, ribadendo una linea politica che punta a conciliare innovazione e occupazione. “Innovare sì, ma senza lasciare indietro nessuno”, sottolineano.
Un passaggio riguarda anche il valore del lavoro nel Mezzogiorno. “Al Sud il lavoro non è solo produzione, ma competenza, esperienza e qualità”, evidenziano, sostenendo che le tecnologie possano supportare ma non sostituire il contributo umano.
Da qui l’interrogativo rivolto alle grandi aziende partecipate dallo Stato. “Se la Regione ha indicato una direzione chiara, perché alcune aziende pubbliche dovrebbero andare nella direzione opposta?”, chiedono.
Sul piano politico, il Partito Democratico annuncia iniziative concrete. “Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e porteremo questa battaglia anche in Parlamento con interrogazioni e atti formali”, dichiarano De Santis e Minerva, chiedendo regole precise sull’utilizzo delle nuove tecnologie.
In chiusura, il messaggio è netto. “Il futuro non si costruisce cancellando il lavoro, ma difendendolo e trasformandolo”, affermano, ribadendo la necessità di coniugare sviluppo tecnologico e tutela sociale.