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Taranto

Raffineria Eni, “No a decisioni basate su scenari teorici, servono dati reali”

Il segretario Uiltec Uil Amedeo Guerriero interviene sul riesame Aia e chiede un tavolo tecnico permanente. “Equilibrio tra ambiente, lavoro e sicurezza energetica”

La raffineria Eni

La raffineria Eni

TARANTO - Il confronto sul riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale della raffineria Eni si arricchisce di una nuova presa di posizione da parte del sindacato. A intervenire è il segretario regionale della Uiltec Uil Taranto, Amedeo Guerriero, che richiama la necessità di un approccio fondato su dati oggettivi e verificabili.

Nel suo intervento, Guerriero chiarisce subito la linea dell’organizzazione. “La tutela della salute e dell’ambiente è un principio non negoziabile, ma le decisioni devono poggiare su elementi concreti e misurabili”, afferma, sottolineando come il dibattito non possa essere guidato da impostazioni esclusivamente teoriche che rischiano di generare allarmismi senza effetti reali né sul piano sanitario né su quello produttivo.

Il sindacato invita a considerare anche il contesto più ampio. “Ci troviamo in una fase estremamente delicata del sistema energetico nazionale e internazionale, e non si possono alimentare crociate contro gli impianti produttivi”, prosegue Guerriero, ribadendo la necessità di tenere insieme più esigenze. “Serve un equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza energetica e salvaguardia del lavoro”.

Uno dei punti centrali riguarda il caso del camino E3 e la richiesta di ulteriori riduzioni delle emissioni. Secondo la UILTEC, la base tecnica su cui si fonda questa ipotesi va chiarita. “Il quadro nasce da uno scenario costruito sulla massima capacità produttiva e sui limiti autorizzati, non sull’andamento reale delle emissioni durante il normale esercizio”, spiega il segretario, evidenziando il rischio di valutazioni non aderenti alla realtà operativa.

Da qui la richiesta di trasparenza. “Lavoratori, cittadini e istituzioni devono sapere se si interviene su criticità effettivamente rilevate oppure su scenari teorici che non rappresentano la normale attività dell’impianto”, insiste Guerriero.

Il sindacato richiama un principio che considera imprescindibile. “Massima attenzione alla salute, ma anche massimo rigore scientifico e decisioni proporzionate”, afferma, aggiungendo che il confronto non può prescindere dai dati storici delle emissioni, dalle condizioni reali di esercizio e dagli interventi tecnicamente praticabili.

Nel documento emerge anche una forte preoccupazione per le ricadute sul sistema produttivo locale. “Non è accettabile che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo dell’incertezza”, sottolinea Guerriero, ribadendo che Taranto ha bisogno di scelte fondate su responsabilità e trasparenza. “Non servono contrapposizioni ideologiche, ma un percorso che tenga insieme salute, lavoro, ambiente e sviluppo industriale”.

Per questo la UILTEC avanza una serie di richieste precise. In primo luogo, l’attivazione immediata di un confronto stabile tra istituzioni, enti di controllo, azienda e rappresentanze dei lavoratori. In parallelo, il sindacato chiede la piena disponibilità dei dati, con un confronto puntuale tra gli scenari teorici e le emissioni effettivamente registrate nel tempo, oltre alla definizione di eventuali prescrizioni che siano tecnicamente fondate e concretamente applicabili.

Un punto ritenuto centrale riguarda la tutela occupazionale. “Transizione e sostenibilità non possono tradursi in nuova precarietà per chi lavora”, evidenzia il segretario.

Nel quadro del confronto, la Uiltec Uil annuncia anche l’intenzione di chiedere direttamente all’azienda di rendere pubblici i dati sulle emissioni. “Chiederemo a Eni di mostrare l’andamento reale delle emissioni, per costruire un dibattito basato su elementi oggettivi e verificabili”, conclude Guerriero.

La posizione del sindacato si chiude con un richiamo netto. “La salute dei cittadini merita rispetto, così come i lavoratori. Taranto ha bisogno di verità, equilibrio e responsabilità”.

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