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Grottaglie
09 Aprile 2026 - 06:28
Leonardo, timori sull’ingresso del fondo saudita
GROTTAGLIE - Si accende il confronto politico e istituzionale sul futuro di Leonardo S.p.A. e sulle ipotesi di apertura a capitali stranieri. Al centro della discussione, l’eventuale ingresso di un fondo di investimento dell’Arabia Saudita, prospettiva che solleva interrogativi sul piano occupazionale e industriale.
A esprimere preoccupazione è il consigliere regionale del Partito democratico Cosimo Borraccino, che richiama la solidità dell’azienda. “Leonardo è una realtà in attivo, con utili consolidati e senza criticità sulle commesse. Rappresenta un’eccellenza del sistema industriale italiano e un punto di forza per la Puglia”, afferma, sottolineando come questo patrimonio debba essere preservato.
Nel mirino del consigliere c’è la possibile apertura al fondo saudita. “Questa ipotesi suscita forte preoccupazione perché non offre garanzie sul futuro del tessuto economico e occupazionale del territorio”, evidenzia, mettendo in dubbio la tenuta delle prospettive per i lavoratori.
Pur riconoscendo il valore di un partner con elevate capacità finanziarie, Borraccino invita alla cautela. “Le risorse economiche non bastano a dare certezze ai lavoratori, il cui futuro resta incerto, così come quello dell’azienda, che potrebbe essere delocalizzata o finire sotto il pieno controllo del fondo statale arabo”, aggiunge.
Il tema è stato al centro del confronto avvenuto in mattinata a Grottaglie, durante il tavolo convocato dal sindaco, al quale hanno partecipato sindacati e rappresentanti istituzionali. In quella sede, il consigliere ha ribadito la necessità di un indirizzo politico chiaro.
Secondo Borraccino, la questione assume una dimensione nazionale. “Si tratta di un problema di politica industriale e il Governo, che guida il Paese da 3 anni e mezzo, deve assumere una posizione netta”, afferma, ricordando anche l’imminente rinnovo del consiglio di amministrazione dell’azienda.
Il consigliere insiste sulla strategicità del gruppo, citando i numeri del sito jonico. “Solo a Grottaglie operano 1700 lavoratori, di cui 1400 diretti e 300 dell’indotto, in gran parte del territorio tarantino, senza contare gli stabilimenti di Foggia, Pomigliano e Nola”, sottolinea, ribadendo che si tratta di un comparto che non può essere indebolito.
Sul piano istituzionale, la discussione proseguirà già nelle prossime ore. La questione sarà affrontata in VI Commissione, convocata su richiesta dello stesso Borraccino dalla presidente Angolano, alla presenza dell’assessore al Lavoro. Il confronto proseguirà poi nel tavolo della Task Force regionale per l’occupazione fissato per il 16 aprile.
Infine, il consigliere ribadisce la posizione dell’ente regionale. “La Regione Puglia è al fianco dei lavoratori e intende difendere con determinazione questo asset strategico, auspicando che anche il Governo centrale condivida questa linea”.
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