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Bari

Addio a Franco D’Aprile, pioniere dell’ambientalismo pugliese

Fondatore di Legambiente Puglia e primo presidente negli Anni '80, fu protagonista delle prime battaglie ecologiche nella regione

Franco D'Aprile

Franco D'Aprile

BARI - Si è spento Franco D’Aprile, figura centrale nella nascita e nello sviluppo dell’ambientalismo in Puglia. Fondatore della sezione regionale di Legambiente e primo presidente nella prima metà degli Anni '80, è ricordato come uno dei protagonisti di una stagione in cui la tutela dell’ambiente non occupava ancora un posto centrale nel dibattito pubblico.

In un contesto storico profondamente diverso da quello attuale, D’Aprile seppe anticipare temi e sensibilità oggi condivisi, trasmettendo passione e consapevolezza ai primi attivisti che con lui avviarono il percorso dell’associazione sul territorio pugliese. La sua guida coincise con una fase pionieristica, caratterizzata dalle prime mobilitazioni a difesa degli ecosistemi e dell’equilibrio tra attività umane e natura.

Durante la sua presidenza presero forma iniziative che avrebbero segnato la storia dell’associazione. Dalla mobilitazione contro il nucleare e l’uso del carbone, fino agli studi sulle cause della moria di delfini e tartarughe marine, passando per le prime attività di soccorso agli animali spiaggiati, il suo impegno contribuì a costruire una nuova coscienza ambientale in Puglia.

Franco D'Aprile con Daniela Salzedo

Un passaggio significativo si registrò nel 1984, quando sotto la sua guida venne promosso a Brindisi il primo congresso internazionale dedicato all’impatto ambientale delle centrali termoelettriche a carbone. Un appuntamento che segnò un momento di confronto scientifico e politico su temi allora ancora poco esplorati.

Instancabile e lungimirante, D’Aprile fu anche protagonista sul piano istituzionale, assumendo l’incarico affidato dalla Regione Puglia per uno studio sulle aree verdi, considerato fondamentale per la definizione della normativa regionale sui parchi.

Accanto all’impegno pubblico, resta il suo ruolo di formatore, proseguito negli anni successivi attraverso attività di sensibilizzazione e divulgazione. Non meno importante la sua attenzione verso il mondo rurale, i trattori, il patrimonio agricolo e i borghi, oltre al legame con il territorio del Pollino.

Con la sua scomparsa, Legambiente Puglia perde una figura di riferimento. Il suo contributo ha lasciato un segno duraturo, contribuendo a far crescere l’associazione fino a renderla un punto di riferimento nel panorama nazionale per la difesa dell’ambiente.

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