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Taranto

Il caso della necropoli ellenistica nei cantieri Brt arriva al Ministero della Cultura

Interrogazione parlamentare sul sito emerso durante i lavori: chiesti chiarimenti su tutela e possibili modifiche al progetto

Un deposito Brt a Taranto - foto di Francesco Manfuso

Un deposito Brt a Taranto - foto di Francesco Manfuso

TARANTO - La scoperta di una necropoli di età ellenistica durante i lavori per il deposito del Bus Rapid Transit in via Acton approda all’attenzione del Governo. A sollevare la questione è un’interrogazione parlamentare del senatore Mario Turco, che chiede al Ministero della Cultura di fare piena luce sulla gestione dei ritrovamenti.

Secondo quanto emerso, nel corso degli scavi sarebbero affiorate sepolture databili tra il V e il IV secolo avanti Cristo, tra cui tombe a fossa e a semicamera con corredi funerari. La presenza del sito, situato in un’area già interessata in passato da rinvenimenti archeologici, ha acceso il dibattito sulla tutela del patrimonio storico.

Nel suo atto, Turco sollecita verifiche sulle modalità con cui sono state condotte le indagini preventive, chiedendo se queste siano avvenute in piena autonomia scientifica o se siano state condizionate dall’esecuzione dell’opera pubblica. Viene inoltre richiesta una valutazione su eventuali modifiche progettuali, come la revisione del tracciato o la rimodulazione delle opere, per salvaguardare il sito.

A denunciare la situazione è stato anche Nello De Gregorio, presidente dell’associazione Nobilissima Taranto, che ha parlato di operazioni che avrebbero compromesso parte della necropoli durante le fasi di cantiere. L’associazione richiama precedenti rinvenimenti nella stessa area, dove nel 1991 furono individuate 38 sepolture e una tomba monumentale, successivamente ricoperte.

Al centro della vicenda anche il tema delle autorizzazioni e delle prescrizioni adottate durante i lavori. Le associazioni lamentano la mancanza di un confronto pubblico sulle possibili soluzioni di tutela, a fronte dell’ipotesi di salvaguardare solo una parte limitata dei ritrovamenti.

L’interrogazione parlamentare punta ora a chiarire il ruolo della Soprintendenza e a verificare le attività di vigilanza sul cantiere. L’obiettivo è evitare la perdita di un patrimonio archeologico considerato di rilevante valore storico e culturale.

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