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Brindisi
07 Aprile 2026 - 10:00
Ugo Patroni Griffi
BRINDISI - Le tensioni internazionali degli ultimi anni hanno riportato il tema dell’energia al centro delle dinamiche globali. Dalla guerra in Ucraina alle crisi in Medio Oriente, il sistema energetico si conferma un elemento decisivo negli equilibri economici e politici, con ripercussioni dirette anche sul contesto europeo e italiano.
In questo scenario, l’Europa continua a confrontarsi con debolezze strutturali ancora aperte, mentre per l’Italia si ripropongono con urgenza questioni legate alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle fonti e al rafforzamento delle infrastrutture strategiche. Parallelamente, procede il percorso della transizione energetica, tra obiettivi di decarbonizzazione e necessità di garantire competitività al sistema produttivo.
Su questi temi interviene Ugo Patroni Griffi, esperto di infrastrutture e logistica sostenibile e coordinatore del Comitato scientifico de “I Colori dell’Energia”, che evidenzia le criticità del sistema europeo. “L’Europa, e in particolare l’Italia, scontano una dipendenza strutturale dalle importazioni di energia e l’assenza di una vera politica energetica comune”, afferma, sottolineando come le crisi internazionali abbiano reso evidente il legame tra energia e geopolitica.

Il nodo degli approvvigionamenti rappresenta oggi uno degli aspetti più delicati. Secondo Patroni Griffi, la questione non può essere affrontata solo sul piano tecnico. “La sicurezza energetica è una dimensione della sovranità nazionale ed europea”, spiega, indicando come prioritarie la diversificazione delle fonti e dei partner e il potenziamento delle infrastrutture, dai gasdotti alle reti elettriche.
In questo contesto, alcune scelte compiute in passato assumono un valore strategico. Tra queste, il gasdotto TAP, che secondo l’esperto ha contribuito a rafforzare la stabilità del sistema. “Il TAP è stato una scelta lungimirante. Ha aumentato la resilienza energetica italiana ed europea, creando un collegamento stabile con un’area strategica come il Caucaso”, osserva, precisando che tale infrastruttura non contrasta con gli obiettivi della transizione verde.
Il ruolo del gas resta centrale, ma con una prospettiva temporanea. “Il gas naturale è una risorsa di transizione, non di destinazione”, sottolinea Patroni Griffi, evidenziando la necessità di accompagnare il sistema verso fonti rinnovabili e nuove tecnologie, come l’idrogeno e il biometano, integrando anche soluzioni per la cattura della CO₂.
Sul percorso europeo verso la decarbonizzazione, l’esperto invita a un approccio equilibrato. “Il Green Deal non è un dogma, ma una direzione”, afferma, sottolineando l’importanza di adattare le politiche energetiche alle condizioni attuali per garantire sostenibilità, competitività e coesione sociale.
Tra i temi tornati al centro del dibattito figura anche il nucleare, rispetto al quale Patroni Griffi apre a una riflessione pragmatica. “È positivo che se ne torni a discutere. Le nuove tecnologie offrono prospettive diverse rispetto al passato”, evidenzia, richiamando la necessità di valutare tutte le opzioni disponibili senza pregiudizi ideologici.
Uno sguardo viene poi rivolto al progetto “I Colori dell’Energia”, di cui è coordinatore scientifico. L’iniziativa punta a creare un dialogo tra imprese, istituzioni, università e cittadini, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sui temi energetici. “È un progetto che unisce divulgazione e approfondimento tecnico scientifico”, spiega, sottolineando il valore di una cultura energetica ancora poco strutturata nel Paese.
Infine, l’attenzione si sposta sul territorio pugliese, indicato come possibile laboratorio di innovazione. “Brindisi e la Puglia hanno tutte le condizioni per diventare un hub delle rinnovabili, dell’idrogeno e delle nuove tecnologie”, conclude Patroni Griffi, evidenziando una sfida che riguarda non solo l’economia, ma anche il cambiamento culturale.
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