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07 Aprile 2026 - 08:45
Frode fiscale internazionale, sequestrati oltre 11 milioni tra Barletta e Trani
BARLETTA - Un sistema articolato di evasione fiscale con ramificazioni internazionali è stato smantellato dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale Barletta-Andria-Trani, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani.
Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente per un valore superiore a 11 milioni di euro, nei confronti di 2 amministratori, uno di diritto e uno di fatto, e di 1 socio coinvolti nell’operazione.
Il provvedimento riguarda 2 società formalmente costituite in Francia ma, secondo quanto accertato, gestite interamente da Barletta, con l’obiettivo di sottrarsi al pagamento delle imposte in Italia. Si tratta di imprese definite “esterovestite”, cioè solo apparentemente estere, ma di fatto operative sul territorio italiano.
Le indagini hanno permesso di ricostruire un giro d’affari consistente, con ricavi non dichiarati pari a circa 30 milioni di euro, che avrebbero generato un’evasione fiscale superiore a 8 milioni di euro tra imposte e tasse non versate.
L’inchiesta ha preso avvio da una richiesta di collaborazione internazionale proveniente dall’autorità fiscale spagnola, che aveva individuato collegamenti tra società con sede in Spagna e una realtà operante a Barletta. Approfondendo la documentazione, i finanzieri hanno scoperto l’esistenza di 2 società cartiere con sede legale in Francia, utilizzate per gestire operazioni economiche, emissione di fatture e trasferimenti di denaro, tutte riconducibili agli stessi soggetti italiani.
Secondo quanto emerso, gli amministratori italiani avrebbero utilizzato queste strutture fittizie per mascherare i flussi finanziari e le attività commerciali, operando in realtà direttamente dalla provincia Bat.
L’attività investigativa ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria dell’amministratore di fatto e del rappresentante legale delle società, quest’ultimo ritenuto un prestanome, per reati di evasione fiscale relativi agli anni dal 2016 al 2019.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato debiti fiscali già iscritti a ruolo per oltre 3 milioni di euro a carico dell’amministratore di fatto, che avrebbe tentato di sottrarsi alla riscossione attraverso ulteriori operazioni fraudolente. Tra queste, la cessione di quote societarie a favore di una società con sede a Londra, formalmente distinta ma in realtà riconducibile agli stessi soggetti coinvolti.
A destare ulteriori sospetti è stato anche l’acquisto di un immobile di pregio a Trani. Uno degli indagati, pur non disponendo apparentemente di risorse economiche, ha acquistato una villa di 12 vani con pertinenze per un valore di 550 mila euro, utilizzando fondi provenienti da un conto intestato a una fiduciaria, ritenuta solo formalmente titolare delle somme.
L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Trani, si inserisce in una più ampia attività di contrasto alle frodi fiscali anche di carattere internazionale. Si tratta di fenomeni che, come evidenziato dagli investigatori, rappresentano un grave danno per l’economia, poiché sottraggono risorse allo Stato, alterano la concorrenza e compromettono l’equità sociale, riducendo le possibilità di intervento pubblico a favore delle fasce più deboli.
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