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Gallipoli

"Ruspe in azione in un'area protetta e spostamento di sabbia in uno stabilimento privato"

Il deputato del M5S Leonardo Donno chiede verifiche urgenti sui lavori: “Serve chiarezza su eventuali autorizzazioni e responsabilità”

Stop ai lavori sul lungomare di San Girolamo: rischio sicurezza, il Comune blocca il cantiere

Un cantiere sulla spiaggia - archivio

LECCE - Un’interrogazione parlamentare per fare luce su presunti interventi lungo il litorale del Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo, nel territorio di Gallipoli. A presentarla è il deputato del Movimento 5 Stelle e coordinatore regionale pugliese Leonardo Donno, che ha chiamato in causa il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e quello per la Protezione civile e le Politiche del mare.

Al centro della vicenda, secondo quanto riportato dai media locali e da una segnalazione diffusa sui social da una guida ambientale escursionistica, ci sarebbe lo spostamento di ingenti quantitativi di sabbia da un tratto di spiaggia libera situato in area protetta verso una spiaggia privata in concessione a uno stabilimento balneare. Un intervento che, sempre secondo quanto emerso, avrebbe interessato anche il sistema dunale.

Lo stabilimento coinvolto - sottolinea Donno - risulterebbe appartenere a una società riconducibile al senatore della Lega Roberto Marti, coordinatore regionale del partito, e al deputato Salvatore Di Mattina. Un aspetto che richiama una precedente iniziativa parlamentare dello stesso Donno, presentata nel mese di dicembre, per verificare possibili situazioni di conflitto di interessi nel settore balneare.

Nel suo intervento, il parlamentare evidenzia anche un ulteriore elemento. Nei giorni precedenti allo spostamento della sabbia, nello stesso tratto di costa sarebbero stati rimossi consistenti accumuli di posidonia oceanica, materiale naturale fondamentale per la protezione del litorale.

“Un fatto che reputo molto grave”, afferma Donno, richiamando l’attenzione sul tema dell’erosione costiera che interessa il Salento e, più in generale, il territorio pugliese.

Con l’interrogazione, il deputato chiede ai ministeri competenti di verificare la regolarità degli interventi e di chiarire se siano state rilasciate le necessarie autorizzazioni. “Ho chiesto ai ministeri di approfondire per capire se esistano eventuali autorizzazioni per i lavori eseguiti, di chi siano le responsabilità e se la procedura sia stata conforme alla legge”, spiega.

Sulla vicenda risultano in corso accertamenti da parte dei Carabinieri forestali, chiamati a verificare eventuali violazioni e possibili conseguenze ambientali legate alla movimentazione della sabbia in un’area sottoposta a tutela.

Donno conclude auspicando tempi rapidi per fare chiarezza. “Auspico che venga fatta chiarezza al più presto sul rispetto delle norme e dell’ambiente”, dichiara, sottolineando la necessità di tutelare sia gli operatori che rispettano il territorio sia i cittadini sensibili alla salvaguardia del paesaggio.

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