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Grottaglie

Allarme rosso alla Leonardo Aerostrutture, la vertenza supera i confini della fabbrica

Sindacati in mobilitazione: assemblea e protesta che ormai ha superato i confini delle dinamiche interne per assumere i connotati di una vera e propria questione di politica industriale nazionale

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

GROTTAGLIE - La reazione sindacale all’interno delle divisioni Aerostrutture di Leonardo segna un allarme rosso.

Nelle ultime ore, due Comunicati stampa e la Convocazione di una Assemblea hanno tracciato una strategia unitaria che punta a blindare il futuro industriale dei poli produttivi del Sud Italia, saldando in un unico fronte di mobilitazione le istanze della Puglia e della Campania.

La tensione, che covava sotto la cenere di tavoli tecnici interlocutori, è esplosa con l’ufficializzazione di una convocazione che non lascia spazio a interpretazioni. Venerdì 20 marzo 2026, i cancelli della portineria centrale di Grottaglie ospiteranno la protesta. Le sigle RSU di FIM, FIOM e UILM hanno infatti indetto un’ora di Assemblea retribuita, dalle 10:00 alle 11:00, chiamando a raccolta insieme ai dipendenti diretti del colosso della difesa anche l’intero corpo vivo collegato e indotto della produzione tarantina.

L’ordine del giorno si presenta come un passaggio obbligato e urgente, focalizzato sugli esiti dell'ultimo Osservatorio Strategico e sulla situazione complessiva dello stabilimento locale. È proprio la platea dei destinatari a svelare la gravità della posta in gioco. La lettera di convocazione non è rimasta confinata agli uffici del personale di Leonardo, è stata notificata con precisione chirurgica a una vasta rete di aziende interessate, tra cui i giganti dei servizi e della manutenzione come IVRA, AXIST, Technoplants, SVIB e SACCIR. Questa estensione dimostra con evidenza come l’incertezza produttiva che aleggia sulla Business Unit non sia un fenomeno isolato, quanto invece una congiuntura sistemica capace di coinvolgere l’intera filiera tecnologica e logistica che gravita attorno alla produzione dei grandi componenti aeronautici.

A dare ulteriore spessore politico alla vertenza interviene un Comunicato Sindacale Nazionale, anch’esso datato 18 marzo, che alza sensibilmente l’asticella del confronto. Dopo un dibattito serrato in sede di Coordinamento unitario, è emersa la volontà di superare la frammentazione dei singoli siti per approdare a una strategia di lotta corale. La decisione di avviare una campagna di consultazione capillare, definita significativamente "sito per sito", indica la volontà dei sindacati di tastare il polso ai lavoratori prima di procedere con iniziative di protesta più radicali. Tuttavia, l'elemento di rottura più evidente riguarda l’interlocuzione politica. Il sindacato ha annunciato l’attivazione immediata di un confronto serrato con le amministrazioni regionali di Puglia e Campania, spostando l'asse della discussione dai tavoli aziendali a quelli dei governi territoriali.

Questa nuova impostazione conferma che la vertenza ha ormai superato i confini delle dinamiche interne di Leonardo per assumere i connotati di una vera e propria questione di politica industriale nazionale.

In questo scenario, i poli campani di Pomigliano e Nola e quelli pugliesi di Grottaglie e Foggia vengono finalmente trattati come un unico, inscindibile blocco produttivo. La richiesta che sale dai territori è univoca, servono garanzie sui carichi di lavoro, una saturazione degli impianti che non sia solo sulla carta e comprenda investimenti tecnologici di nuova generazione che vadano oltre le attuali commesse.

L’insistenza sugli esiti dell'Osservatorio Strategico dell’11 marzo scorso lascia chiaramente intendere che le rassicurazioni fornite dai vertici aziendali nelle settimane precedenti siano state giudicate parziali e che i piani di diversificazione industriale presentino ancora criticità strutturali irrisolte.

La vertenza Leonardo Aerostrutture entra quindi ufficialmente in una fase reattiva. L’appuntamento di venerdì mattina davanti alla portineria di Grottaglie sarà il momento giusto per comprendere la reale sensibilità della base dei lavoratori.

Contemporaneamente, la partita si sposterà sui tavoli istituzionali dove i rappresentanti dei lavoratori cercheranno di vincolare l’azienda a impegni precisi e programmi certi, con l’obiettivo ultimo di salvaguardare tanto i livelli occupazionali, quanto anche il patrimonio di competenze d’eccellenza che rappresenta l’ultimo baluardo dell’industria ad alta tecnologia nel Mezzogiorno.

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