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Il fatto
26 Marzo 2026 - 08:04
Bonifica, maxi intervento in Puglia: oltre 642 chilometri di canali ripuliti
BARI – Una vasta operazione di manutenzione che segna un cambio di passo nella gestione del territorio. Il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia ha portato a termine, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, un piano di interventi senza precedenti, con 642 chilometri di canali sistemati, pari a oltre un terzo dell’intera rete.
L’attività ha interessato complessivamente 706 corsi d’acqua per un’estensione di 1.884 chilometri, oltre a 14 bacini e centinaia di chilometri di reticolo idraulico. Un’azione diffusa che ha coinvolto 65 comuni e tutte le aree di competenza degli ex consorzi, dal nord al sud della regione.
Gli interventi si sono sviluppati su più fronti, con operazioni estese nel Nord Salento, attività particolarmente intense nel Sud Salento, lavori sugli invasi e sui torrenti nel Barese e un approccio integrato nel territorio tarantino. Non si tratta, viene sottolineato, di semplice manutenzione, ma di un’azione strategica per garantire sicurezza idraulica e tutela ambientale.
Le operazioni hanno riguardato la rimozione di detriti, il ripristino delle sezioni di deflusso e la riattivazione di vasche e impianti, contribuendo a prevenire allagamenti, incendi e problematiche igienico sanitarie. Parallelamente è stato adottato un approccio orientato alla sostenibilità, con attenzione all’uso delle risorse, alla riduzione dei rifiuti e alla salvaguardia degli ecosistemi.
Per il comparto agricolo, gli effetti sono diretti. Una rete efficiente significa maggiore disponibilità di acqua nei momenti critici, minori rischi per le colture e una migliore continuità produttiva. La manutenzione diventa così un elemento chiave per la competitività delle aziende agricole pugliesi.
A sottolineare il valore dell’intervento è il commissario del Consorzio, Francesco Ferraro. “Non solo manutenzione ma un modello per il futuro”, afferma, spiegando che l’obiettivo è costruire un sistema capace di integrare sicurezza idraulica, sostenibilità ambientale ed efficienza economica. “Non ci limitiamo a pulire i canali ma costruiamo un sistema capace di tenere insieme sicurezza idraulica, tutela ambientale ed efficienza economica”, aggiunge, indicando la volontà di rendere il modello replicabile e utile a rafforzare la resilienza dei territori.
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Il cambiamento passa anche attraverso una diversa organizzazione del lavoro, fondata su pianificazione, monitoraggio e innovazione tecnologica. Un approccio che punta a ridurre le emergenze e a favorire interventi programmati e mirati.
Accanto ai risultati operativi, emerge anche il dato finanziario. Il Consorzio chiude il 2025 con un avanzo di amministrazione superiore a 4,1 milioni di euro, senza incrementi dei contributi e senza ricorrere a fondi straordinari regionali. Un risultato attribuito a una gestione interna più rigorosa e al riequilibrio della contabilità.
Si tratta del primo bilancio stabile dopo anni segnati da accorpamenti e criticità gestionali. Tra le operazioni più rilevanti, la cancellazione di 768 mila euro di crediti inesigibili e l’eliminazione di passività per 1,45 milioni di euro, interventi che hanno reso i conti più trasparenti e verificabili.
“Abbiamo scelto la chiarezza prima ancora del risultato, perché solo su basi solide si costruisce un equilibrio duraturo”, sottolinea Ferraro, evidenziando come il Consorzio sia oggi in grado di sostenersi con risorse proprie.
Lo sguardo è ora rivolto agli investimenti futuri, con l’acquisto di nuovi mezzi e attrezzature destinati a ridurre il ricorso ai noleggi e a rafforzare la dotazione interna. Una strategia che punta a migliorare l’efficienza operativa e a contenere i costi nel medio e lungo periodo.
Resta tuttavia il peso del debito storico, pari a oltre 123 milioni di euro, ereditato dagli enti precedenti, ma inserito in un piano di rientro considerato sostenibile e accompagnato da una gestione che non genera nuovi squilibri.
Il 2025 segna così una svolta, con il passaggio da una gestione emergenziale a una logica di pianificazione strutturata, mantenendo invariata la pressione contributiva. Un cambio di paradigma che si traduce in benefici concreti per il territorio, con una rete più efficiente e maggiori garanzie per il sistema agricolo e per la sicurezza dei centri abitati.
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