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Il caso

Caso Sanitaservice, “Stop al linciaggio mediatico e alla campagna denigratoria. Risparmi e lavoro stabile"

Il consigliere regionale del Pd Cosimo Borraccino respinge le accuse sui costi e sulle assunzioni: “Nessun buco nei conti per queste società, garantiscono servizi essenziali”

Corsia di ospedale

Corsia di ospedale

TARANTO - Le Sanitaservice come pilastro della sanità pugliese e come modello da difendere. È la posizione espressa dal consigliere regionale del Partito democratico Cosimo Borraccino, che interviene con una nota per rispondere alle polemiche e alle critiche rivolte alle società in house delle Asl.

Secondo Borraccino, le Sanitaservice rappresentano “un asset fondamentale per la gestione delle politiche sanitarie della Regione Puglia”, un’esperienza che negli ultimi 15 anni ha trasformato il sistema di gestione di numerosi servizi, sottraendo migliaia di lavoratori a condizioni di precarietà e a rapporti di lavoro poco tutelati.

Il consigliere sottolinea come il modello pugliese sia unico nel panorama nazionale. “Abbiamo sottratto tantissimi lavoratori da situazioni di precariato, da condizioni salariali inadeguate o da forme di volontariato mascherato”, evidenzia, ricordando che queste figure, un tempo alle dipendenze di aziende private, sono state progressivamente internalizzate nelle società pubbliche collegate alle aziende sanitarie locali.

Tra i servizi interessati rientrano attività essenziali per il funzionamento del sistema sanitario, come pulizie e servizi ausiliari, gestione del Cup e dei sistemi informatici, oltre alle attività legate al 118. Un comparto ampio che, secondo Borraccino, ha beneficiato della scelta politica di riportare all’interno del pubblico funzioni prima esternalizzate.

L’impatto, viene spiegato, non è stato soltanto occupazionale ma anche economico. “La scelta compiuta ha fatto registrare delle ricadute importanti”, afferma, evidenziando come l’eliminazione del margine di profitto delle aziende private abbia consentito risparmi significativi per le casse regionali. Un percorso avviato durante la presidenza di Nichi Vendola e proseguito con Michele Emiliano, indicato come esempio virtuoso capace di coniugare sostenibilità economica e stabilità lavorativa.

Negli ultimi mesi, però, Borraccino denuncia una crescente campagna critica nei confronti delle Sanitaservice e dei loro dipendenti. “Stiamo assistendo a una campagna mediatica, e in parte politica, che tenta di screditare le Sanitaservice e soprattutto i dipendenti che vi lavorano”, afferma, contestando le accuse di assunzioni poco trasparenti e di costi eccessivi.

Sul tema delle procedure di reclutamento, il consigliere chiarisce che i lavoratori devono superare selezioni e che, una volta conclusa la fase di stabilizzazione della platea storica, le nuove assunzioni avvengono attraverso regolari concorsi. Anche sul fronte economico respinge le critiche, sostenendo che non vi siano costi sproporzionati, ma soltanto spese legate a servizi indispensabili per ospedali e strutture sanitarie.

Borraccino parla apertamente di “linciaggio mediatico e campagna denigratoria”, ritenendo che tali attacchi non tengano conto di un elemento centrale, ovvero i risparmi accumulati nel tempo. “Parliamo di decine di milioni di euro risparmiati”, sottolinea, facendo riferimento ai bilanci delle diverse Asl pugliesi nel corso degli anni.

Nel mirino anche le ricostruzioni che attribuiscono alle Sanitaservice responsabilità nei conti della sanità regionale. “Non c’è un buco nella sanità pugliese”, afferma, spiegando che le difficoltà economiche deriverebbero piuttosto da minori trasferimenti statali e dall’aumento dei costi legati a contratti, energia e inflazione. In questo quadro, precisa, i bilanci delle Sanitaservice non avrebbero alcuna incidenza negativa.

Il consigliere invita quindi a evitare attacchi strumentali che finiscono per colpire lavoratori impegnati quotidianamente in servizi essenziali. Richiama l’attenzione sulla stabilità occupazionale garantita a molte persone e sul valore sociale di questo percorso.

Infine, Borraccino rilancia la necessità di rafforzare il modello, puntando a una maggiore uniformità tra le diverse realtà territoriali. Porta come esempio il servizio Cup, dove si registrano differenze contrattuali tra Asl. “Serve uniformità, non demolizione di un modello che rappresenta un fiore all’occhiello della sanità pugliese”, conclude, chiedendo di proseguire lungo la strada intrapresa e di fermare le polemiche che rischiano di indebolire un sistema ritenuto strategico.

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