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Sanità

La Regione tenta di mettere un freno ai viaggi della speranza e alle visite fuori regione

Accordi con le altre regioni e potenziamento dell’offerta interna per ridurre i ricoveri fuori Puglia

Liste d'attesa, anticipati 19.435 appuntamenti ed eseguiti 11.293 prestazioni e ricoveri

Esami clinici - archivio

BARI – La Giunta regionale ha dato il via libera alla delibera che recepisce lo schema di accordo bilaterale proposto dal Ministero della Salute, finalizzato a disciplinare la mobilità sanitaria tra le regioni per le prestazioni di ricovero ospedaliero e specialistica ambulatoriale.

Il provvedimento rappresenta un passaggio chiave nella strategia per il contenimento della mobilità passiva, ovvero il fenomeno dei pazienti pugliesi che si rivolgono a strutture fuori regione. La delibera individua una serie di azioni affidate al Dipartimento Promozione Salute, con l’obiettivo di costruire un piano organico di recupero attraverso il coinvolgimento prioritario delle strutture pubbliche e, in seconda battuta, di quelle private accreditate.

Al centro della manovra vi è la creazione di un sistema di governance capace di monitorare i flussi dei pazienti verso altre regioni, nel rispetto della libertà di scelta delle cure, ma con l’intento di contenere la spesa entro i limiti di bilancio. L’attenzione si concentra in particolare su quelle prestazioni che possono essere garantite anche in Puglia con standard qualitativi analoghi.

Elemento fondamentale del provvedimento è l’approvazione dello schema di accordo che costituirà la base per la sottoscrizione di intese obbligatorie con le altre regioni italiane. I primi interlocutori saranno i territori verso cui si registra il maggiore flusso di pazienti pugliesi, ovvero Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Veneto e Campania.

Accanto alla regolazione dei flussi in uscita, la Regione punta anche al rafforzamento dell’offerta sanitaria interna, intervenendo sui cosiddetti “DRG di fuga”, cioè le prestazioni che spingono i cittadini a curarsi fuori dal territorio regionale. In questa direzione, le direzioni strategiche delle aziende sanitarie e degli enti del Servizio sanitario regionale dovranno presentare entro il 31 maggio un piano di potenziamento mirato dell’assistenza ospedaliera.

L’obiettivo è aumentare la capacità di risposta del sistema sanitario pugliese proprio nelle aree più critiche, riducendo così il ricorso a strutture extraregionali.

Il provvedimento ribadisce inoltre il rispetto dei tetti di spesa per le strutture private accreditate, in linea con quanto previsto dal decreto legge numero 95 del 2012. Una volta operativi, gli accordi saranno sottoposti a un monitoraggio costante da parte delle aziende sanitarie, chiamate a verificare la coerenza tra andamento della spesa e impegni finanziari assunti a livello regionale.

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