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La ricorrenza
07 Marzo 2026 - 07:52
Lo sbarco degli albanesi nel porto di Brindisi nel 1991
BRINDISI – Sono passati 35 anni da uno degli episodi più significativi della storia recente della città e dell’intera Europa. Il 7 marzo 1991 il porto di Brindisi divenne il punto di approdo di migliaia di cittadini albanesi in fuga da un regime totalitario e da una grave crisi economica, un esodo che segnò profondamente la comunità locale.
In quei giorni la popolazione brindisina si mobilitò senza esitazioni per offrire aiuto ai profughi che attraversavano l’Adriatico con ogni mezzo possibile pur di raggiungere l’Italia. La città si trovò improvvisamente al centro di un fenomeno migratorio di dimensioni eccezionali, ma la risposta fu immediata e caratterizzata da un forte spirito di solidarietà e accoglienza.
Molti cittadini si attivarono spontaneamente per sostenere i nuovi arrivati. Scuole, palestre e strutture pubbliche vennero messe a disposizione per offrire riparo, mentre le famiglie brindisine contribuirono con generi di prima necessità, abiti e assistenza. La città si trasformò in breve tempo in un grande sistema di accoglienza diffusa, capace di affrontare l’emergenza grazie all’impegno collettivo.
Quella mobilitazione, ricordata nei libri di storia come uno dei momenti più intensi di solidarietà della comunità locale, rappresentò un esempio concreto di umanità e fratellanza. Proprio per il ruolo svolto in quella fase storica, l’Unesco ha successivamente riconosciuto Brindisi come “Porto di pace e di accoglienza”.
A ricordare l’anniversario è il sindaco Giuseppe Marchionna, che invita la città a custodire il valore di quella esperienza. Secondo il primo cittadino, quanto accadde nel 1991 rappresenta ancora oggi un esempio da rinnovare, capace di rafforzare i principi di convivenza civile e di solidarietà internazionale che hanno caratterizzato la risposta della comunità brindisina in uno dei momenti più delicati della sua storia recente.
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