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Taranto
06 Marzo 2026 - 16:19
Acciaierie d'Italia - archivio
TARANTO – Il Gruppo Flacks accelera sull'ex Ilva, segue la strategia del rischio calcolato e rinuncia allo scudo penale. Il fondo guidato da Michael Flacks ha annunciato ufficialmente di voler gestire il polo siderurgico ex Ilva nel pieno rispetto delle normative ambientali, rendendo superflua la protezione legale.
Ma c’è di più: sta completando la documentazione relativa all'acquisizione che prevede di presentare ai Commissari entro e non oltre il 12 marzo. Questa, ha spiegato all’Ansa "includerà un piano industriale revisionato, prove della regolare situazione dell'entità acquirente, una lettera di impegno di capitale e di altri elementi che dimostrano la disponibilità di asset significativi. Flacks Group sta inoltre discutendo con dei partners industriali di primaria importanza. Qualora la documentazione venga ritenuta accettabile, il gruppo prevede di firmare un accordo di acquisizione vincolante entro la fine di marzo".
Una mossa audace, che arriva nonostante la pressione della sentenza di Milano che minaccia la fermata degli impianti già ad agosto.
L’obiettivo dichiarato è la nascita della nuova società (Newco) entro la fine di marzo 2026, una scadenza serrata che si intreccia bene con i piani del Governo. Il Ministro Urso spinge infatti per completare la manutenzione dell'altoforno 4 (Afo 4) entro aprile, passaggio obbligato per riportare la produzione alla soglia dei 4 milioni di tonnellate annue. Il coinvolgimento di un acquirente privato resta, d’altronde, il vincolo imprescindibile imposto dalla Commissione Europea per sbloccare i finanziamenti vitali destinati all'acciaieria, cioè quel prestito ponte da 400 milioni di euro autorizzato dall'UE.
Sul fronte delle alleanze, Flacks ha smentito eventuali contatti con Jindal, confermando però di essere in dialogo con altri player di settore per blindare l’operazione.
Resta invece l'incognita sindacale. La Uilm, per voce di Rocco Palombella, mantiene una posizione critica. Il sindacato denuncia pesanti lacune nel piano industriale e torna a invocare la nazionalizzazione come unica strada certa per tutelare investimenti e livelli occupazionali.
La Fim Cisl (Ferdinando Uliano) critica apertamente quello che definisce un "ottimismo sfrenato" dei commissari e invoca la nazionalizzazione (Piano B) come unica garanzia per i 12.000 dipendenti.
L'intera operazione si profila come una sfida ad alta tensione. Da un lato, il Gruppo Flacks punta a proporsi come l'interlocutore pragmatico necessario a evitare il collasso produttivo; dall'altro, l’addio allo scudo penale in un sito così complesso potrebbe trasformarsi in un boomerang se le prescrizioni dell'Aia non venissero centrate in tempi record.
Il futuro dell'ex Ilva si deciderà entro poche settimane. La Newco dovrà presentare un piano industriale capace di garantire il difficile equilibrio tra continuità produttiva, consenso sociale e tutela della salute.
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