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Il fatto
06 Marzo 2026 - 15:00
La sede della Corte dei Conti
BARI - Oltre 10 milioni di euro di danni erariali accertati in Puglia nel 2025 in relazione all’utilizzo irregolare di finanziamenti pubblici destinati a soggetti privati. È quanto emerge dalle sentenze pronunciate dalla Corte dei Conti pugliese, illustrate dal presidente Pasquale Daddabbo nel corso della relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile.
Nel suo intervento, Daddabbo ha spiegato che i procedimenti riguardano diverse tipologie di finanziamenti pubblici, molti dei quali collegati a programmi sostenuti da fondi europei e da risorse statali.
Tra i contributi oggetto delle pronunce della magistratura contabile figurano quelli concessi dalla Regione Puglia nell’ambito dei programmi operativi regionali POR 2007/2013 e POR 2014/2020. Altri casi riguardano finanziamenti legati a fondi dell’Unione europea gestiti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e distribuiti attraverso SIMEST spa utilizzando risorse del PNRR.
Ulteriori vicende esaminate dalla Corte dei Conti hanno interessato contributi erogati da AGEA, collegati al Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) nell’ambito della Politica Agricola Comune e a interventi sostenuti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
Tra le decisioni più rilevanti richiamate nella relazione figura una sentenza che ha accertato un danno erariale di circa 1 milione di euro. Il provvedimento riguarda una società beneficiaria di finanziamenti e il suo titolare, entrambi operanti nella provincia di Foggia.
Nel medesimo procedimento sono stati condannati anche 2 dipendenti della Regione Puglia, ritenuti coinvolti nella vicenda relativa all’indebita percezione di contributi pubblici. I fondi in questione erano stati concessi nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007/2013 e del PSR Puglia 2014/2020, con riferimento a interventi nel settore forestale.
Un altro caso significativo citato dal presidente Daddabbo riguarda un danno erariale stimato in circa 4 milioni di euro, collegato alla percezione indebita di finanziamenti pubblici destinati al comparto turistico.
Secondo quanto ricostruito nelle sentenze della Corte dei Conti, le spese presentate per giustificare i contributi sarebbero state supportate da fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti.
In questa vicenda sono stati condannati una società e il suo amministratore, entrambi operanti nella provincia di Lecce.
Il quadro delineato nella relazione sottolinea l’impegno della magistratura contabile nel monitoraggio sull’utilizzo delle risorse pubbliche, in particolare quelle provenienti dai programmi europei e dai fondi destinati allo sviluppo economico e territoriale.
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