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Taranto

Morte di Loris Costantino all’ex Ilva, sequestrata la torre dell’impianto: 10 indagati

La Procura conferma il sequestro dell’area dell’incidente nell’agglomerato 2. Disposta l’autopsia sul corpo dell’operaio di 36 anni, dipendente della Gea Power

Il punto esatto dell'incidente costato la vita a Loris Costantino - foto di VeraLeaks

Il punto esatto dell'incidente costato la vita a Loris Costantino - foto di VeraLeaks

TARANTO - Proseguono le indagini sulla morte di Loris Costantino, l’operaio di 36 anni deceduto lunedì nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Il pubblico ministero della Procura ionica ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2, l’impianto dove si è verificato l’incidente mortale.

Il magistrato, subito dopo l’accaduto, aveva disposto il sequestro dell’area interessata dall’infortunio per consentire gli accertamenti tecnici necessari a ricostruire la dinamica dei fatti.

Nel corso dell’inchiesta sono stati inoltre notificati 10 avvisi di garanzia per omicidio colposo. Il provvedimento riguarda 6 rappresentanti di Acciaierie d’Italia, tra i quali figurano anche il direttore generale della società e il direttore dello stabilimento di Taranto, oltre a 4 responsabili dell’impresa Gea Power, azienda di pulizie industriali per la quale lavorava la vittima.

Nel frattempo la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio. L’esame autoptico è stato affidato al medico legale Davide Ferorelli, docente dell’Università di Bari, incaricato di chiarire le cause del decesso e fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

Loris Costantino, di Taranto, lascia la moglie e 2 figli.

L’inchiesta si inserisce in un contesto già segnato da altri incidenti mortali avvenuti nello stabilimento siderurgico. Rimane infatti ancora sotto sequestro l’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2, dove in precedenza aveva perso la vita Claudio Salamida, operaio di 47 anni dipendente di Acciaierie d’Italia.

Allo stesso modo resta sottoposto a sequestro anche l’altoforno 1, fermato dopo l’incendio scoppiato nel mese di maggio a una delle tubiere attraverso cui passa l’aria calda utilizzata nel processo di fusione.

Gli accertamenti disposti dalla Procura proseguono con l’obiettivo di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità legate alla morte dell’operaio.

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