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Taranto
06 Marzo 2026 - 10:49
Acciaierie d'Italia
TARANTO - Nessun commissario ministeriale è atteso nello stabilimento ex Ilva di Taranto e non è previsto alcun fermo dell’area a caldo. È la posizione espressa da Acciaierie d’Italia, che interviene con una smentita netta rispetto alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore.
L’azienda ha chiarito che le notizie diffuse su una possibile visita di funzionari del Ministero del Lavoro e su un eventuale stop degli impianti non trovano riscontro. Secondo quanto riferito dalla società, le informazioni riportate sarebbero prive di fondamento.
Le indiscrezioni erano state rilanciate dall’ambientalista Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che ha parlato dell’arrivo di una delegazione ministeriale nello stabilimento siderurgico.
Secondo quanto dichiarato da Manna, nello stabilimento di Acciaierie d’Italia sarebbero dovuti arrivare commissari inviati dal Ministero del Lavoro insieme al capo di gabinetto, con l’obiettivo di effettuare verifiche sulle condizioni degli impianti presenti nell’area industriale.
L’ambientalista ha inoltre sostenuto che, dopo la visita istituzionale, si sarebbe potuto verificare uno stop di circa 3 mesi dell’intera area a caldo, ipotizzando una pausa produttiva prima della ripartenza degli impianti.
Ma anche su questo punto Acciaierie d'Italia è chiara: è assolutamente inimmaginabile uno scenario di questo tipo, fanno sapere.
Nel suo intervento Manna ha anche indicato uno scenario operativo legato alla ripresa dell’attività siderurgica, parlando della possibilità di tornare alla produzione con 3 altiforni attivi, nello specifico Afo 2 e Afo 4, mentre resterebbe in attesa il dissequestro dell’Afo 1.
Nel comunicato diffuso dall’ambientalista fa riferimento anche ad alcuni interventi tecnici in corso nello stabilimento, in particolare ai lavori sulle batterie della cokeria 7, 8, 9 e 12, fermate per operazioni di manutenzione sull’impianto dei sottoprodotti.
Nella sua presa di posizione, Manna ha espresso una critica molto dura nei confronti delle scelte del Governo sul futuro della siderurgia tarantina. Secondo il fondatore di VeraLeaks, l’esecutivo starebbe continuando a puntare sulla prosecuzione dell’attività degli impianti nonostante le preoccupazioni legate alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.
Le dichiarazioni hanno riacceso il confronto sul futuro dello stabilimento e sul destino dell’area a caldo, ma la replica di Acciaierie d’Italia ha smentito l’intero scenario, precisando che non è previsto alcun arrivo di commissari ministeriali né un fermo programmato degli impianti.
La vicenda si inserisce nel clima di forte attenzione che continua a circondare il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, al centro da anni di un dibattito che coinvolge sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e prospettive industriali del territorio tarantino.
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