BARI - Una task force dedicata all’esame delle domande di finanziamento per accelerare le procedure e consentire entro la fine dell’anno la conclusione delle pratiche pendenti. È questa la strategia annunciata dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro durante la seduta congiunta delle commissioni regionali I e IV, presiedute rispettivamente da Ubaldo Pagano e Antonio Tutolo, convocata d’urgenza su richiesta dei consiglieri di maggioranza.
L’incontro è stato richiesto per fare chiarezza sulla sospensione temporanea della ricezione di nuove istanze relative a diversi strumenti di sostegno alle imprese finanziati con le risorse del PR Puglia FESR – FSE+ 2021-2027. La decisione della giunta regionale, adottata due giorni prima, riguarda gli avvisi pubblici relativi ai Contratti di Programma, ai Programmi Integrati di Agevolazione, ai Mini Pacchetti Integrati di Agevolazione, ai PIA Turismo e ai MiniPIA Turismo. Il provvedimento aveva suscitato forte preoccupazione tra imprenditori e consulenti del settore.
A motivare la richiesta di chiarimenti è stato il consigliere regionale Giovanni Vurchio, che ha sottolineato la necessità di fare piena luce sulla situazione. L’obiettivo della maggioranza, ha spiegato, era ottenere dati precisi sullo stato delle risorse disponibili, sulle pratiche già presentate, sui criteri di valutazione e sui tempi di istruttoria, ma anche conoscere le prospettive di rifinanziamento e di eventuale riapertura dei bandi.
Nel corso della seduta Vurchio ha definito il provvedimento della giunta “una scelta responsabile”, evidenziando tuttavia la necessità di fornire spiegazioni rapide al mondo produttivo. “Una decisione di questo tipo – ha dichiarato – richiede di chiarire le motivazioni che l’hanno resa necessaria e soprattutto di rassicurare le imprese sul futuro degli strumenti di sostegno”.
Nel suo intervento Decaro ha illustrato il quadro numerico che ha portato alla sospensione temporanea delle nuove domande. Il presidente ha spiegato che le richieste presentate hanno già superato ampiamente il budget disponibile, creando il rischio di alimentare aspettative che non potrebbero essere soddisfatte.
“È stato un atto di responsabilità – ha affermato Decaro – perché continuare a ricevere domande e assegnare il Cup avrebbe potuto generare illusioni in molte aziende che poi non avrebbero potuto ottenere i finanziamenti per esaurimento delle risorse”.
I numeri presentati in commissione delineano una situazione di forte domanda da parte del sistema produttivo. Dal bando di fine 2023 a oggi sono arrivate 4.450 richieste di investimento per un valore complessivo di 5 miliardi e 400 milioni di euro. La quota di agevolazioni richieste, cioè la parte finanziata dalla Regione, ammonta a 2 miliardi e 700 milioni di euro.
Le risorse attualmente disponibili sono invece pari a 1 miliardo e 550 milioni di euro. Di questa cifra 1 miliardo e 350 milioni provengono da fondi europei dedicati alle misure, mentre 150 milioni dovrebbero essere recuperati dai fondi di ristoro FSC relativi alle domande presentate fino al 2023 e 50 milioni arrivano dalla linea di finanziamento STEP. Il divario tra richieste e disponibilità si attesta quindi intorno a 1 miliardo e 150 milioni di euro.
Il presidente della Regione ha spiegato che una parte di questo squilibrio verrà riassorbita naturalmente nel corso delle procedure. “Una quota tra il 20 e il 25 per cento delle domande non arriva al finanziamento per rinunce, mancati investimenti o esiti negativi delle verifiche”, ha precisato Decaro.
Un’altra parte delle risorse potrebbe arrivare dalla rimodulazione del Fondo di Sviluppo e Coesione. Una prima quota di 330 milioni di euro è già prevista all’interno della misura dedicata alla competitività delle imprese ed è compatibile con i bandi attualmente in corso. Una seconda parte, invece, richiederà una rinegoziazione con il governo centrale per cambiare la destinazione di fondi assegnati a interventi non più realizzabili o ritenuti non più strategici.
L’obiettivo della Regione è anche quello di superare la soglia dello squilibrio attuale, intervenendo su una quota più ampia delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione, che complessivamente ammonta a 4 miliardi e 900 milioni di euro. L’idea è quella di destinare ulteriori fondi alla riapertura dei bandi, eventualmente rivedendo le priorità degli interventi da sostenere.
Secondo quanto illustrato in commissione, potrebbero essere privilegiate misure legate a innovazione, ricerca e formazione, avviando un confronto con il partenariato economico e sociale per ridefinire le linee di intervento.
Nel frattempo la Regione intende accelerare lo smaltimento delle pratiche già presentate. Delle 4.450 istanze depositate, infatti, solo 390 sono state finora concluse. Da qui la decisione di costituire una task force dedicata che consenta di velocizzare le istruttorie e portare a termine l’esame delle domande pendenti entro la fine dell’anno.
Decaro ha tuttavia precisato che i tempi delle procedure non dipendono esclusivamente dall’attività degli uffici regionali. Rispondendo alle critiche sollevate da parte della minoranza, che aveva segnalato lentezze burocratiche, problemi della piattaforma informatica e possibili carenze di personale, il presidente ha ricordato che spesso i ritardi sono legati anche ai tempi necessari alle imprese per fornire integrazioni documentali richieste durante l’istruttoria.
Nel corso della seduta sono stati inoltre forniti i dati dettagliati sulle istanze presentate per ciascuna misura. Per i Contratti di Programma, rivolti alle grandi imprese, sono state registrate 37 domande che coinvolgono 99 imprese. I Programmi Integrati di Agevolazione hanno raccolto 330 istanze relative a 348 imprese. I MiniPIA hanno ricevuto 1.850 domande, mentre per il PIA Turismo sono state presentate 26 istanze e per il MiniPIA Turismo 410 domande.
Al termine della riunione il presidente della commissione Ubaldo Pagano ha riconosciuto la necessità di intervenire in una fase in cui le politiche di sostegno erano state concepite per contrastare una lunga stagione di crisi economica.
“In questi anni si sono adottate misure straordinarie per sostenere l’economia – ha osservato Pagano – ma adesso è arrivato il momento di passare da una fase emergenziale a una gestione più ordinaria degli strumenti di sviluppo”.
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