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Taranto
05 Marzo 2026 - 12:27
Una veduta dell’Arsenale militare di Taranto
TARANTO – L’annuncio dell’acquisizione di nuovi bacini galleggianti destinati agli arsenali militari di Taranto e Augusta torna al centro del dibattito politico. A intervenire è il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa del M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
Secondo Turco, la misura presentata dal Governo come un nuovo investimento sarebbe in realtà l’attuazione di programmi già previsti nella pianificazione della Marina Militare. Il parlamentare pentastellato sottolinea che la procedura rientra nei programmi pluriennali della Marina e nelle attività della Direzione degli armamenti navali della Difesa.
“L’annuncio relativo all’acquisizione di nuovi bacini galleggianti per gli arsenali militari di Taranto e Augusta viene presentato come un grande investimento del Governo”, afferma Turco, spiegando però che non si tratterebbe di un finanziamento deliberato dall’attuale esecutivo. “È bene chiarire che non si tratta di un nuovo finanziamento deliberato dall’attuale esecutivo, ma dell’attuazione di programmi già previsti nella pianificazione della Marina Militare”.
Il senatore riconosce comunque l’utilità dell’intervento, ma ritiene che non possa essere interpretato come la risposta ai problemi strutturali dello stabilimento militare ionico. “Interventi utili, ma che non possono essere presentati come la soluzione ai problemi strutturali dell’Arsenale di Taranto”, osserva.
Nel suo intervento Turco richiama l’attenzione soprattutto sulla situazione organizzativa e produttiva dell’Arsenale, che negli anni avrebbe registrato una significativa riduzione del personale tecnico civile. Il parlamentare evidenzia come l’organico sia passato da circa 5.000 addetti a meno di 1.700, un calo che, a suo giudizio, avrebbe inciso sulla capacità operativa del sito.
Accanto al tema del personale, Turco indica anche la necessità di affrontare il capitolo delle infrastrutture. L’Arsenale, secondo il senatore del M5S, avrebbe bisogno di interventi di ammodernamento delle officine e delle strutture, elementi ritenuti fondamentali per garantire continuità produttiva e prospettive industriali.
“Se il Governo vuole davvero rilanciare l’Arsenale di Taranto deve affrontare i problemi reali”, afferma il parlamentare, indicando tra le priorità il rafforzamento degli organici, l’arrivo di nuove commesse e un piano di modernizzazione delle infrastrutture.
Nella visione del senatore, il rilancio del polo militare tarantino dovrebbe passare anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle grandi imprese pubbliche della cantieristica, con un riferimento esplicito al possibile ritorno di Fincantieri nel sistema produttivo legato all’Arsenale.
“Solo con interventi strutturali sarà possibile restituire piena operatività e prospettiva industriale a uno dei principali poli della Marina nel Mediterraneo”, conclude Turco, ribadendo la necessità di un progetto di sviluppo che guardi oltre le singole misure e affronti in modo complessivo il futuro dell’Arsenale di Taranto.
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