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Taranto
05 Marzo 2026 - 07:48
Palazzo di Città di Taranto
TARANTO - Il dibattito politico sul bilancio di previsione 2026 del Comune di Taranto entra nel vivo dopo le indiscrezioni sulla predisposizione dello schema contabile da parte della giunta guidata dal sindaco Piero Bitetti. Le opposizioni in Consiglio comunale intervengono con valutazioni fortemente critiche, mettendo in discussione la sostenibilità dei conti e le prospettive di gestione finanziaria dell’ente.
Il primo intervento arriva dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Giampaolo Vietri, che parla di una manovra predisposta con ritardo e destinata, a suo avviso, a determinare conseguenze pesanti per la città. Secondo Vietri, la predisposizione del documento contabile sarebbe avvenuta con un ritardo tale da esporre l’amministrazione al rischio di una diffida prefettizia.
Nel merito delle scelte di bilancio, l’esponente del centrodestra sottolinea che l’amministrazione comunale si troverebbe a gestire una situazione finanziaria complessa derivante dal disavanzo accumulato negli anni precedenti. Vietri sostiene che il documento economico per il 2026 rischia di tradursi in un bilancio “lacrime e sangue”, destinato a incidere sui servizi ai cittadini e sulla pressione fiscale.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia critica anche alcune previsioni inserite nella manovra contabile, ritenute poco realistiche. In particolare viene citata l’ipotesi di un risparmio di circa 4 milioni di euro sui costi di conferimento dei rifiuti in discarica, risultato che secondo la maggioranza dovrebbe derivare dall’aumento della raccolta differenziata. Vietri giudica questa previsione poco credibile alla luce della situazione della società partecipata che gestisce il servizio.
Secondo il consigliere, infatti, la situazione di Kyma Ambiente, ex Amiu, sarebbe caratterizzata da difficoltà finanziarie e operative che renderebbero improbabile un miglioramento così rapido delle performance nella raccolta differenziata. Vietri definisce questa previsione “una manovra contabile senza alcuna aderenza alla realtà”, ipotizzando che si tratti di una scelta destinata a rinviare i problemi fino al momento in cui il Comune sarà chiamato ad approvare il riequilibrio di bilancio, previsto entro luglio. In quella fase, aggiunge, l’amministrazione potrebbe essere costretta ad adottare ulteriori misure di riduzione della spesa.
Vietri esprime inoltre dubbi sulla stessa approvazione del documento contabile, che dovrà essere esaminato anche dal collegio dei revisori dei conti. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, la gestione della manovra dimostrerebbe l’assenza di una visione strategica per il futuro della città, oltre alla mancanza di un confronto con le organizzazioni economiche e professionali del territorio.
Sempre da Fratelli d’Italia arriva l’analisi del consigliere comunale Luca Lazzàro, che concentra la propria attenzione sui dati contenuti nel Documento unico di programmazione 2026-2028 e nel bilancio di previsione. Per Lazzàro si tratta del primo vero banco di prova della nuova amministrazione, chiamata a trasformare le linee politiche in scelte concrete per la città.
Dall’esame degli atti, secondo il consigliere, emerge un quadro finanziario complesso. Lazzàro evidenzia che il Comune di Taranto presenta un disavanzo di circa 820 mila euro, ma segnala anche la presenza di oltre 5 milioni di euro di debiti fuori bilancio legati a contenziosi e sentenze. A suo giudizio, il problema principale dei conti dell’ente non sarebbe il disavanzo tecnico, quanto piuttosto il peso crescente del contenzioso che continua a produrre effetti sulla stabilità finanziaria.
Il consigliere di Fratelli d’Italia osserva inoltre che il primo bilancio della nuova amministrazione ricorre già all’utilizzo dell’avanzo accantonato per coprire contenziosi milionari, con la conseguenza di ridurre le risorse di sicurezza dell’ente e i margini di manovra per il futuro.
Entrando nel dettaglio delle principali voci di spesa, Lazzàro richiama alcune cifre contenute nella programmazione economica. Nel bilancio figurano circa 2,4 milioni di euro destinati ai servizi generali degli immobili comunali, 1,2 milioni di euro per la gestione degli spazi urbani e 740 mila euro per la pulizia delle strutture comunali. A queste somme si aggiungono quasi 6 milioni di euro previsti per gli autobus elettrici e per le infrastrutture di ricarica.
Pur riconoscendo l’importanza di questi investimenti, il consigliere sostiene di non individuare nei documenti di programmazione una strategia complessiva sui temi chiave della città, come l’organizzazione dei servizi sociali, il funzionamento della polizia locale, la manutenzione urbana e la pianificazione delle opere pubbliche.
Lazzàro richiama poi l’attenzione su un altro elemento che ritiene decisivo per il futuro di Taranto, cioè l’andamento demografico. La città, ricorda, è scesa sotto i 188 mila residenti, con un saldo naturale fortemente negativo. A suo avviso, questo dato dovrebbe orientare tutte le politiche pubbliche, dal lavoro alla qualità dei servizi, fino alla capacità della città di attrarre giovani e nuove opportunità.
Il consigliere sottolinea infine la necessità di rafforzare la macchina amministrativa, ritenuta fondamentale per gestire progetti complessi legati alla rigenerazione urbana, alle risorse del PNRR e ai grandi interventi infrastrutturali. Senza una pubblica amministrazione efficiente, avverte, diventa difficile trasformare la programmazione in risultati concreti per i cittadini.
Sul fronte politico interviene anche il Movimento 5 Stelle con il consigliere comunale Gregorio Stano, che lega la questione dei conti comunali alla gestione del ciclo dei rifiuti e alla sostenibilità finanziaria dell’ente.
Stano parla di un quadro preoccupante che emerge dallo schema di DUP 2026-2028, sottolineando come gli obiettivi fissati dall’amministrazione sulla raccolta differenziata non sembrino trovare riscontro nella situazione reale della città. Secondo il consigliere, mentre il documento di programmazione indica il traguardo del 50 per cento di raccolta differenziata entro il 2026, la condizione dei quartieri mostrerebbe ancora numerose criticità.
Il consigliere del M5S concentra poi l’attenzione su quello che definisce il vero nodo dei conti comunali, ovvero la gestione dei crediti di dubbia esigibilità. Nel bilancio, spiega Stano, il Fondo crediti di dubbia esigibilità prevede accantonamenti superiori a 42 milioni di euro per il 2026, con una cifra che sfiora i 43 milioni negli anni successivi. Si tratta di risorse che l’ente è costretto ad accantonare a fronte di crediti difficilmente recuperabili.
Secondo Stano, questi numeri rappresentano un segnale di forte criticità perché indicano una difficoltà strutturale nella riscossione delle entrate, con il rischio di sottrarre risorse ai servizi essenziali per i cittadini. Il consigliere avverte che, se non verrà invertita la tendenza nella gestione dei crediti e dei residui, la città potrebbe trovarsi di fronte a una vera e propria crisi di liquidità.
Il rappresentante del Movimento 5 Stelle esprime inoltre perplessità sul nuovo contratto di servizio con Kyma Ambiente, previsto in coerenza con le disposizioni dell’autorità di regolazione ARERA. Per Stano non basta dichiarare l’intenzione di salvaguardare l’azienda e i lavoratori, ma occorre un piano industriale capace di rendere la raccolta differenziata più efficiente e ridurre i costi di smaltimento che incidono sulla TARI.
Il consigliere conclude chiedendo chiarimenti all’amministrazione comunale e alla direzione della programmazione economico finanziaria. A suo avviso i cittadini hanno il diritto di sapere se il Comune sia in grado di garantire i servizi essenziali senza rischiare nuove difficoltà finanziarie, anche alla luce della gestione dei crediti, dei rifiuti e delle società partecipate.
Il confronto politico sul bilancio 2026 si annuncia quindi destinato ad animare il dibattito nelle prossime settimane, con la manovra finanziaria che rappresenta il passaggio decisivo per definire la sostenibilità dei conti e le prospettive amministrative della città di Taranto.
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