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Bari

Bandi PIA e MiniPIA sospesi, la politica e le associazioni chiedono chiarimenti alla Regione

I consiglieri di maggioranza sollecitano l’audizione del presidente Antonio Decaro e dell’assessore Eugenio Di Sciascio. Dall’opposizione critiche sulla programmazione, mentre Confartigianato Puglia invita a ripensare le politiche di sostegno alle imprese

La sede della Presidenza della Regione Puglia a Bari

La sede della Presidenza della Regione Puglia a Bari

BARI - Dopo l’annuncio della sospensione dei bandi regionali destinati agli investimenti produttivi, il caso approda nelle commissioni del Consiglio regionale. Un gruppo di consiglieri di maggioranza ha chiesto formalmente la convocazione di un’audizione del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e dell’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio, con l’obiettivo di fare piena luce sullo stop alle misure PIA e MiniPIA e sulle prospettive future per il sistema produttivo pugliese.

La richiesta è stata indirizzata ai presidenti della I Commissione Bilancio e della IV Commissione Industria e Commercio, con l’ipotesi di una seduta congiunta dedicata alla questione. Nel documento sottoscritto dai consiglieri regionali viene sottolineato come la sospensione degli avvisi PIA, MiniPIA e di altre misure di sostegno alle imprese rappresenti un rallentamento significativo per l’economia regionale, composta in larga parte da piccole e medie imprese che proprio su questi strumenti fanno affidamento per sostenere programmi di investimento e crescita.

Secondo i firmatari, la chiusura degli sportelli per la presentazione di nuove domande, dovuta all’elevato numero di richieste rispetto alle risorse disponibili nell’ambito del PR Puglia FESR–FSE+ 2021-2027, impone ora un momento di verifica e trasparenza. In particolare viene chiesto di conoscere con precisione lo stato delle risorse residue per ciascun bando sospeso, il numero di istanze presentate e ammesse all’istruttoria, i criteri di valutazione e i tempi di definizione delle pratiche, oltre alle eventuali economie disponibili e alle possibilità di rifinanziamento degli strumenti.

Al centro dell’attenzione anche la sorte delle imprese che rischiano di restare escluse. Per queste realtà, spiegano i consiglieri, diventa fondamentale capire se la Regione intenda attivare misure alternative o strumenti transitori in grado di accompagnare i programmi di investimento già avviati.

Tra le ipotesi indicate nella richiesta di audizione figura anche l’utilizzo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che potrebbe essere impiegato per garantire continuità agli strumenti di sostegno considerati essenziali per l’economia pugliese.

Il documento porta la firma dei consiglieri regionali Elisabetta Vaccarella, Ubaldo Pagano, Domenico De Santis, Giovanni Vurchio, Isabella Lettori, Rossella Falcone, Stefano Minerva, Loredana Capone, Toni Matarrelli, Felice Spaccavento, Nicola Rutigliano, Tommaso Gioia, Giulio Scarpato, Giuseppe Fischetti, Rosa Barone, Maria La Ghezza, Annagrazia Angolano, Saverio Tammacco, Antonio Tutolo, Ruggiero Passero e Cosimo Borraccino.

Sul caso interviene anche l’opposizione. Il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia annuncia la presentazione di una propria richiesta di audizione in commissione, coinvolgendo non solo il presidente Decaro e l’assessore allo Sviluppo economico, ma anche l’assessorato al Bilancio e i direttori dei dipartimenti competenti. Di Cuia parla di una questione di forte impatto sul tessuto economico regionale, ricordando come numerose imprese abbiano già avviato investimenti confidando nell’accesso agli incentivi. Secondo l’esponente azzurro, la mancanza di fondi sufficienti rappresenterebbe un errore di programmazione che rischia di produrre conseguenze pesanti per il sistema economico pugliese.

Sempre da Forza Italia arriva la posizione del consigliere regionale Marcello Lanotte, che sollecita la maggioranza di governo regionale a chiarire quali risorse intenda destinare al sostegno delle imprese dopo la chiusura degli sportelli per le nuove domande relative ai bandi PIA e MiniPIA. Lanotte sottolinea come la decisione possa generare ricadute significative sul piano dello sviluppo economico e dell’occupazione, soprattutto per quegli imprenditori che hanno già sostenuto spese confidando nell’erogazione dei contributi.

Nel dibattito interviene anche Confartigianato Imprese Puglia, che invita a considerare la fase attuale come un momento di riflessione sulle politiche regionali per gli investimenti produttivi. Il presidente Michele Dituri ricorda che la Regione Puglia negli anni ha costruito strumenti importanti di sostegno alle imprese, ma evidenzia come l’attuale situazione possa rappresentare anche l’occasione per rafforzare l’attenzione verso il sistema diffuso delle micro e piccole imprese.

Dituri sottolinea che il tessuto economico pugliese è caratterizzato da una presenza capillare di imprese artigiane e di piccole attività, che rappresentano un presidio produttivo nei territori, contribuendo alla creazione di occupazione e alla tutela delle competenze manifatturiere regionali. Proprio queste realtà, tuttavia, avrebbero incontrato negli anni maggiori difficoltà nell’accesso agli incentivi.

Alla luce della sospensione dei bandi, secondo Confartigianato diventa ancora più importante ripensare gli strumenti di sostegno allo sviluppo e rafforzare il legame tra politiche industriali, lavoro e formazione. La disponibilità di manodopera qualificata, sottolinea Dituri, rappresenta infatti un fattore strategico per le imprese tanto quanto gli incentivi agli investimenti.

Per questo motivo l’organizzazione ribadisce la propria disponibilità a partecipare al confronto istituzionale attraverso il partenariato regionale, offrendo un contributo alla definizione di politiche che possano sostenere in modo più efficace il sistema delle imprese diffuse che caratterizza l’economia pugliese. In un momento di forte incertezza, la partita sui bandi sospesi si trasforma così in un passaggio decisivo per ridefinire le strategie di sviluppo della Regione.

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