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Barletta
04 Marzo 2026 - 16:51
Michele Valente
BARLETTA - L'operazione della Guardia di finanza del Comando provinciale di Barletta Andria Trani, che ha portato alla scoperta di 11 lavoratori impiegati in nero in un’azienda tessile, riaccende il dibattito sul fenomeno del lavoro irregolare nel territorio. A intervenire con una nota sono Filctem Cgil Bat-Foggia e la Cgil Bat, che sottolineano come l’episodio rappresenti l’ennesima conferma di una problematica ancora diffusa nel sistema produttivo locale.
Secondo il sindacato, l’indagine delle Fiamme gialle dimostrerebbe che il lavoro nero continua a rappresentare una realtà concreta, con tutte le conseguenze negative che comporta sia per i lavoratori sia per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Nel comunicato diffuso dalla Cgil si evidenzia inoltre un aspetto ritenuto particolarmente significativo. La scoperta dei lavoratori irregolari sarebbe infatti emersa durante un’attività investigativa avviata per altri motivi, legati a presunti illeciti ambientali, e non da controlli mirati sul piano occupazionale.
Il segretario generale della Filctem Cgil Bat-Foggia, Pietro Fiorella, richiama l’attenzione su questo punto. “Purtroppo il sommerso e le opacità sono una piaga presente nel settore e più in generale nel mondo del lavoro del nostro territorio”, afferma.
Fiorella sottolinea come la dinamica dell’indagine evidenzi una carenza sul fronte dei controlli ispettivi. “Ciò che nello specifico spiace, e che non possiamo non stigmatizzare, è che alla scoperta dei lavoratori sommersi non si arriva tramite operazioni finalizzate al controllo dell’occupazione ma partendo da illeciti ambientali, arrivando praticamente per caso alla scoperta”, osserva il dirigente sindacale.
Secondo la Filctem, questa circostanza evidenzierebbe la necessità di rafforzare i presìdi di vigilanza sul territorio. “Questo la dice lunga sull’aspetto ispettivo in un territorio dove manca ancora una presenza forte dell’Ispettorato del lavoro, se non una sede decentrata ad Andria”, aggiunge Fiorella.
Il tema viene rilanciato anche dal segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente, che richiama l’attenzione sulle conseguenze sociali ed economiche del lavoro sommerso.
“Parliamo di temi su cui più volte ci siamo soffermati e che ripetutamente segnaliamo perché creano un doppio danno”, spiega Valente. Da un lato, sottolinea il sindacalista, i lavoratori irregolari operano senza tutele e diritti fondamentali, dall’altro si penalizzano le imprese che rispettano le regole.
“Gli imprenditori onesti vengono danneggiati da chi ricorre a modalità evasive, alterando la concorrenza e producendo un dumping economico che indebolisce l’intero tessuto produttivo”, evidenzia il segretario generale della Cgil Bat.
Per il sindacato è quindi necessario continuare a promuovere una forte azione culturale e istituzionale contro il lavoro nero, rafforzando controlli e strumenti di prevenzione.
“Noi della Cgil non ci stancheremo mai di denunciare queste situazioni e di lavorare per una cultura della legalità”, afferma Valente.
Il segretario conclude l’intervento con un appello alla politica affinché si passi dalle dichiarazioni di principio a misure concrete. “Il punto è capire se esiste una reale volontà politica di colpire chi sfrutta lavoratrici e lavoratori oppure no, e se dagli slogan si voglia finalmente passare ai fatti”, conclude Valente.
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