TARANTO - Nuova protesta questa mattina davanti alla Prefettura di Taranto da parte dei lavoratori della ex società partecipata della Provincia Isolaverde, messa in liquidazione nel 2016. Gli ex dipendenti chiedono risposte sulla loro situazione occupazionale e sul futuro reinserimento nel progetto Green Belt, finanziato con fondi europei del Just Transition Fund.
Al presidio hanno partecipato circa 70 lavoratori, che da maggio 2025 sono rimasti senza alcun reddito dopo la conclusione della Naspi. Nonostante l’ipotesi di un rientro nell’ambito del progetto ambientale, al momento non è stata ancora indicata una data certa per la ripresa delle attività lavorative.
A organizzare la mobilitazione è stata la Confederazione Cobas. Il sindacalista Salvatore Stasi ha denunciato la situazione di forte difficoltà economica vissuta dai lavoratori coinvolti.
“Sono 10 mesi che questi lavoratori sono senza un centesimo perché le istituzioni non fanno il proprio dovere”, ha dichiarato Stasi durante la manifestazione. Secondo il rappresentante sindacale, sarebbe stato possibile garantire una continuità di sostegno economico anche dopo la fine della Naspi.
“C’era la possibilità di proseguire con altri ammortizzatori sociali grazie a risorse della Regione Puglia”, ha spiegato il sindacalista, ricordando che un emendamento predisposto insieme al presidente della task force regionale per l’occupazione Leo Caroli sarebbe stato presentato in Parlamento dal senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle, senza però ottenere il sostegno della maggioranza.
Stasi ha sottolineato che in precedenza diversi parlamentari avevano assunto impegni pubblici sulla vicenda. “Eppure i parlamentari di ogni colore avevano preso impegni in seduta pubblica”, ha aggiunto.
Secondo il sindacato, l’assenza di sostegno economico per un periodo così lungo rischia di avere conseguenze sociali pesanti. “In questo modo si alimenta il lavoro nero perché non è possibile rimanere 10 mesi senza un centesimo”, ha affermato Stasi.
Il rappresentante dei Cobas ha evidenziato anche le difficoltà quotidiane affrontate dai lavoratori e dalle loro famiglie. “Questa è gente depressa che non sa più come fare per mangiare o per comprare le medicine”, ha detto.
Per questo motivo i manifestanti chiedono un intervento urgente delle istituzioni locali e nazionali. “Prefettura, Comune e parlamentari devono assumersi la responsabilità e trovare una soluzione nell’attesa che si concretizzi il progetto Green Belt”, ha concluso Stasi, definendo gravissima la situazione sociale che si è venuta a creare.
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